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Banche italiane, le tre priorità che ridefiniscono l’agenda digitale
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Banche italiane, le tre priorità che ridefiniscono l’agenda digitale

di Savino Grande (Deda Bit)
26 maggio 2025, 11:20 Ultimo aggiornamento: 27 maggio 2025, 15:08

Deda Bit analizza come le banche, in particolare quelle di minori dimensioni, orientano gli investimenti Ict verso modelli integrati che combinano AI generativa, cybersecurity e soluzioni governance risk & compliance, anche alla luce della normativa Digital operational resilience act

Il settore bancario italiano mantiene un focus stringente sull’innovazione tecnologica: il 96% delle realtà intervistate da Abi Lab in occasione dell’ultimo report di marzo dichiara, infatti, di aver mantenuto stabile o di aver aumentato il budget Ict. L’intelligenza artificiale è ormai un elemento imprescindibile anche nel settore bancario, dove viene utilizzata per ottimizzare i processi interni e migliorare i servizi offerti alla clientela. Tuttavia, è maggiore la percentuale di banche di minore dimensione che mette al primo posto le soluzioni per la resilienza e la continuità (14%) rispetto all’AI, mentre la gestione e la mitigazione del rischio cyber si posizionano nella Top 5 per il 45% delle banche. Infine, il 27% delle banche colloca i temi di data governance e di data valorization entro le prime cinque posizioni della propria classifica di priorità di investimento.

«Definire le priorità sul fronte degli investimenti tecnologici è un passaggio fondamentale per concentrare gli sforzi sulle iniziative strategiche di rafforzamento della resilienza operativa, che vedono Deda impegnata a fianco delle banche su intelligenza artificiale, governance dei rischi e cybersecurity in primis», sottolinea Savino Grande, Market Line Manager Banking & Finance di Deda Bit.

Lo scenario

L’AI è ritenuta un capitolo indispensabile per migliorare i processi interni e far evolvere l’offerta di servizi. Tra le banche di minori dimensioni - con attivi totali inferiori ai 20 miliardi di euro - è maggiore la percentuale di istituti che identifica tra le 10 priorità d’investimento in area Ict lo sviluppo di soluzioni per la resilienza e la continuità aziendale (73%, vedi grafico). Il 45% delle realtà piccole interpellate da Abi Lab colloca la gestione e la mitigazione del rischio cyber nella Top 10 dei propri obiettivi strategici, in materia di spesa Ict. Una percentuale analoga segnala come prioritari gli investimenti nella data governance e data valorization. «Un dato incoraggiante, se si pensa che il presidio sulla qualità, la correttezza e la sicurezza dei dati è alla base di qualsiasi iniziativa mirata a estrarre valore dal patrimonio informativo di cui un’organizzazione dispone», osserva Grande.

Nel 2024 Deda ha gestito progetti per oltre 300 clienti nel mercato banking & finance. L'esperienza maturata ci consente di fornire supporto su tre aree significative, che secondo Abi Lab sono anche in testa alla priorità di spesa Ict delle aziende, ovvero intelligenza artificiale, governance risk & compliance e cybersecurity. L'intelligenza artificiale è la chiave di volta per valorizzare un volume di dati in crescita esponenziale. Ma i dati devono essere coerenti, aggiornati e certificati. Al contrario, secondo gli esperti, nel 2023 le aziende hanno speso il 27% in più per archiviare dataset sovradimensionati, con una percentuale di dati ridondanti tra il 60 e il 95%. 

La qualità dei dati è quindi un elemento strategico, da combinare ad altri tre fattori abilitanti: primo, un’esperienza diretta su casi d’uso concreti, che consenta di sviluppare soluzioni nativamente integrate con l’AI e di produrre risultati misurabili. Secondo, un modello AI end-to-end, che accompagni l’organizzazione, dall’idea alla progettazione, integrando consulenza, tecnologia e conoscenza specifica dei singoli processi. Terzo, competenze verticali che permettano di lavorare sui processi core in ambito bancario e dei servizi finanziari.

Due casi concreti aiutano a comprendere l’importanza di un approccio specialistico. La gestione dei documenti e il business process outsourcing richiedono un lavoro di squadra tra uomo e macchina. Deda ha più di 600 persone che lavorano nel document management e nell’advanced Bpo. «Siamo il braccio destro di banche che si affidano ad un partner che conosca in modo dettagliato i processi e le normative: Know Your Client, Anti-Money Laundering, mutui, liquidazioni, fino ad approdare ai requisiti di sicurezza dettati da Dora», prosegue l’esperto, spiegando che l'analisi predittiva, basata su modelli di AI, consente di ottimizzare le strategie di recupero e gestione del credito, anticipando i comportamenti dei clienti e suggerendo una risposta adeguata. Le soluzioni data-driven supportano anche la valutazione delle posizioni creditizie.

Tre sono, in particolare, le principali aree sulle quali Deda sta lavorando per supportare gli operatori nella valutazione dei crediti con lo sviluppo di soluzioni basate sull’intelligenza artificiale e l’analisi avanzata dei dati: il data enrichment e la qualità del dato; l’analisi predittiva e credit scoring avanzato; il propensity to pay e le strategie di gestione personalizzate.

Controllo e sicurezza

La seconda area che risponde alle esigenze attuali delle Banche è relativa alle soluzioni di Governance risk & compliance. Solo nell’ultimo anno per l’attuazione delle disposizioni del Regolamento digital operational resilience act (Dora), sono stati introdotti a livello europeo nuovi obblighi per potenziare la resilienza operativa digitale nel settore finanziario, che hanno richiesto ­l’adozione di misure efficaci e standardizzate per garantire la sicurezza informatica: dai processi di valutazione e monitoraggio continuo delle potenziali minacce alla gestione dei rischi legati alle terze parti.

La messa in sicurezza di tutta la catena di fornitura, in particolare, impone uno sforzo notevole e le istituzioni finanziarie sembrano esserne consapevoli. La gestione dei rischi Ict derivanti da terze parti, infatti, sembra assorbire le maggiori risorse, considerando le varie attività coinvolte: screening continuo su tutte le dipendenze dai fornitori, processo di selezione e monitoraggio dei fornitori Ict, comprensivo della valutazione dei rischi. In quest’area, «la nostra piattaforma mette a fattor comune competenze e soluzioni delle aziende del gruppo e permette di controllare e gestire i processi chiave: dalla gestione degli audit, alla compliance e alla data privacy, passando per la gestione del rischio delle terze parti, dell’IT governance e cybersecurity», precisa Grande.

Proteggere la resilienza in un ecosistema sempre più interconnesso

Il terzo capitolo che chiama l’ecosistema finanziario a non abbassare la guardia sul piano dell’innovazione per la resilienza operativa, è la cybersecurity. Come ricorda Anneli Tuominen, membro del Consiglio di vigilanza della Bce, il numero di incidenti segnalati è quasi raddoppiato nel 2023 rispetto all'anno precedente. Secondo una ricerca realizzata da Ibm, il costo medio complessivo di ogni data breach (violazione dei dati) nel comparto vale 6 milioni di dollari, anch’esso in aumento. Il crescente utiliz­zo dell’intelligenza artificiale da parte dei cybercriminali impone alle organizzazio­ni finanziarie una costante revisione delle proprie strategie di sicurezza.

Questo fenomeno, alimentato dalla progressiva digitalizzazione dei servizi bancari e dalla vulnerabilità di sistemi ormai obsoleti, espone le banche e le istituzioni finanziarie a rischi notevoli - finanziari, sanzionatori e reputazionali – accentuati dalla crescente complessità del modello di erogazione dei servizi. Un approccio strategico e avanzato alla cybersecurity richiede un costante aggiornamento degli strumenti per una gestione centralizzata ed efficiente dei rischi, a supporto della resilienza di tutta l’organizzazione. «AI, governance risk & compliance e cybersecurity sono leve di cambiamento del sistema bancario, e ci guideranno nelle nostre prossime sfide. Un cambiamento epocale, che richiede un approccio integrato», conclude Grande, «che combini competenze verticali, tecnologie avanzate e una gestione rigorosa dei dati per supportare la competitività e la sostenibilità del sistema bancario nell’era digitale». (riproduzione riservata)



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