
Citi ha una posizione neutrale sulle banche europee per il 2024. Le valutazioni e il rendimento del capitale rimangono molto interessanti, ma sembra che il momentum a livello di utili stia per arrestarsi, avverte Andrew Coombs, analista di Citi, in un report raccolto da milanofinanza.it. Anche con un soft landing come scenario macroeconomico di base, il passaggio da aumenti dei tassi di interesse a tagli sembra comportare un rischio al ribasso per le stime del consenso sugli utili per azione (eps). Detto questo, Coombs si aspetta che gli utili siano più resilienti rispetto al 2010 e crede che la qualità degli attivi e i rischi di coda legati al finanziamento e alla liquidità siano gestibili.
Ripensando al 2023, «il settore bancario europeo ha chiuso l’esercizio con i maggiori upgrade delle stime del consenso a livello di eps e come terzo miglior performer in Europa. Quello che non avevamo previsto era l'entità del de-rating che ha accompagnato gli aggiornamenti degli eps e la notevole dispersione tra le azioni», osserva l’esperto di Citi.
Gli economisti di Citi prevedono tagli dei tassi di interesse da parte della Bce dalla fine del secondo trimestre del 2024 e tagli da parte della BoE dal mese di agosto. Storicamente, ricorda Coombs, le banche sottoperformano durante i periodi di tagli dei tassi, specialmente una volta che questi scenderanno al di sotto del 4%. «Prevediamo un calo degli utili per azione del settore nel 2024 e riteniamo che gli upgrade del consenso delle stime di utile abbiano ormai esaurito il loro corso», precisa l’analista della banca d’affari.
Comunque, stima Coombs, nei risultati del quarto trimestre del 2023 «ci aspettiamo che il margine di interesse abbia raggiunto il picco per quasi ogni banca. Ci attendiamo, quindi, che il dibattito si sposti verso la resilienza del margine di interesse in futuro. Le banche con prezzi fissi degli asset, flussi di depositi stabili, un ritardo limitato nel beta dei depositi e un programma di copertura strutturale consolidato sembrano essere meglio posizionate. Le banche del Benelux, francesi, spagnole e internazionali del Regno Unito sembrano essere le migliori in questo senso».
Con il margine di interesse destinato a subire una certa pressione, anche le banche con fonti alternative di crescita dei ricavi potrebbero sovraperformare. Coombs si attende che i ricavi da commissioni migliorino con il rialzo dei mercati azionari e che l'attività di deal si riprenda, mentre i ricavi da trading dovrebbero dimostrarsi resistenti. In quest’ottica le banche svizzere, italiane e francesi si presentano bene.
Nel complesso, il settore bancario europeo offre un rendimento complessivo del capitale del 10,7% (di cui il 7,4% da dividendi), con quasi ogni banca che ora offre un rendimento superiore al 7%. I buyback sono altamente accrescitivi a questi livelli e dovrebbero fornire un supporto continuo. I nomi con il maggior e più sicuro potenziale di ritorno di capitale includono le grandi banche olandesi e italiane, oltre a Hsbc e Nordea. Nel caso delle banche italiane Citi ha un rating buy su Unicredit (target price a 30 euro), Intesa Sanpaolo (target price a 3,3 euro), Bper Banca (target price a 4 euro) e Mediobanca 8target price a 13,6 euro).
La bassa disoccupazione nella zona euro, il basso stock di crediti deteriorati, l'aumento dei salari, le svalutazioni e gli accantonamenti prudenti indicano solo un modesto aumento del costo del rischio per le banche europee: «prevediamo un aumento di +4bps a 43bps nel 2024. Dove esistono sacche di rischio, ad esempio nell'immobiliare commerciale, crediamo che queste siano gestibili. Allo stesso modo, riteniamo che le banche europee operino con posizioni solide a livello di finanziamento e liquidità, quindi una qualsiasi revisione del Liquidity Coverage Ratio o dei sistemi di garanzia dei depositi (DGS) è probabile che si svolga nel corso di un periodo prolungato», sottolinea Coombs.

Le banche europee continuano a essere convenienti con un costo del capitale implicito del 15,3% rispetto a una media a lungo termine di circa il 12%. Il settore è scambiato a un rapporto prezzo/valore contabile tangibile (p/tb) di 0,9 volte, il che sembra conveniente anche se l’analista di Citi si aspetta che il rendimento del patrimonio netto tangibile (Rote) scenda di 0,6 punti percentuali al 13,4% nel 2024. Tuttavia, «senza il supporto degli upgrade degli utili, dubitiamo che la valutazione da sola sarà sufficiente per ottenere rendimenti superiori», avverte Coombs che ha rivisto le liste dei suoi titoli preferiti/meno preferiti. Bbva (target price a 8,8 euro, rendimento del dividendo del 7,4%), Hsbc (target price a 10,6 euro, rendimento del dividendo del 10,3%) e Societe Generale (target price a 36, rendimento del dividendo del 3,9%) sono i tre titoli preferiti dall’esperto nel settore bancario europeo. Sabadell, Seb, Shb i meno preferiti. (riproduzione riservata)