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Banche d’affari: anche in Italia è sfida a colpi di m&a. Ecco la classifica degli advisor 2023 di Dealogic

26 gennaio 2024, 21:00

Nel 2023 il valore di acquisizioni e fusioni in Italia si dimezza, ma il numero delle operazioni m&a rimane alto. Jp Morgan, Mediobanca e Goldman Sachs continuano a gareggiare per i deal di maggior prestigio

Banche d’affari: anche in Italia è sfida a colpi di m&a. Ecco la classifica degli advisor 2023 di Dealogic

C’è un mondo nascosto dietro ogni operazione m&a. È fatto di offerte che non sempre incontrano la domanda, di trattative serrate per colmare la distanza, di due diligence, di clausole e - quando si trova l’accordo - di firme e contratti. Insomma, dietro ogni deal c’è un mondo di advisor, finanziari e legali. Il loro è un lavoro complesso legato a stretto filo alle condizioni economiche mondiali, alla politica monetaria e alla geopolitica. Ostacoli che non devono distogliere dal comune obiettivo: il profitto. Lo sanno bene le banche d’affari, che anche l’anno scorso hanno fatto a gara in Italia per offrire i loro servizi nei più importanti deal.

Campioni di m&a

I dati pubblicati l’1 gennaio da Dealogic mostrano come gli advisor hanno presidiato il mercato m&a italiano nel 2023. La piattaforma finanziaria inglese raccoglie le acquisizioni e le fusioni annunciate. Dai dati emerge che Jp Morgan ha scalato la classifica ed è passata dal 6° al 1° posto: la banca d’affari guidata in Italia dal senior country officer Francesco Cardinali ha partecipato a 22 deal dal valore complessivo di 34,26 miliardi, numeri che hanno spinto la sua quota di mercato al 44,9%. Il gigante americano è tallonato da Mediobanca che, sotto la direzione del co-head of global corporate & investment banking Giuseppe Baldelli, è scatatta dall’8° posto al 2° con 43 operazioni per 33,18 miliardi totali.

Due anni fa la 1ª posizione era occupata da Goldman Sachs, che nel 2023 è scesa di due posti ma è rimasta comunque attaccata al vertice. E lo ha fatto con meno operazioni delle due rivali perché i 12 deal a cui ha preso parte la banca guidata dal country head Francesco Pascuzzi valgono 32 miliardi. Citi, con il co-head investment banking Andrea Nappi, è arrivata 4ª con ancora meno operazioni (sette), mentre l’altro gigante americano Morgan Stanley è al 7° posto. Tre grandi banche europee fanno un salto in classifica: la francese Bnp Paribas è passata da 7ª a 5ª, la svizzera Ubs da 11ª a 6ª e la tedesca Deutsche Bank addirittura da 21ª a 9ª. In top ten ci sono anche altre due italiane: Unicredit (8ª) e Vitale, che dal 24ª posto è salita al 10°.

Banche d’affari: anche in Italia è sfida a colpi di m&a. Ecco la classifica degli advisor 2023 di DealogicBanche d’affari: anche in Italia è sfida a colpi di m&a. Ecco la classifica degli advisor 2023 di Dealogic

Dominio tlc

La classifica di Dealogic mostra quanto le banche d’affari, soprattutto al vertice della classifica, siano attaccate. Succede allora che le posizioni cambino a seconda di chi raccoglie i dati e dei criteri adottati. Ad esempio Mediobanca diventa prima per Mergermarket mentre Goldman Sachs lo è per Lseg, la società della Borsa di Londra. I dati poi mutano rapidamente perché i deal annunciati possono essere cancellati o rinviati. Così, al 26 gennaio Piazzetta Cuccia è prima per Dealogic.

Un elemento comune c’è: tutte le prime dieci hanno partecipato alla cessione da oltre 21 miliardi (non conclusa) della rete Tim a Kkr e al Mef. Per le tlc il 2023 è stato un anno dinamico con ben tre deal nei primi cinque: il riferimento è all’offerta di Iliad per le attività italiane di Vodafone (valore 4,45 miliardi) e all’accordo per cedere il 60% della rete Wind Tre al fondo svedese Eqt (2,04 miliardi).

«Il settore delle telecomunicazioni vive un momento particolare», spiega Marco Daviddi, managing partner strategy and transactions di EY in Italia. «Sul fronte delle tariffe c’è una forte concorrenza e quindi la marginalità è sotto pressione. Le tlc hanno reagito in due modi: ampliando la scala dimensionale o valorizzando gli asset interni per fare cassa. Nel 2024 vedo dinamismo anche nel settore dell’energia grazie alla spinta della transizione energetica e mi aspetto che il tech mantenga grande interesse. In Italia, poi, il settore industriale resta frammentato: per rimanere competitive molte pmi sceglieranno la strada dell’integrazione».

I top deal del 2023

Tra le prime cinque operazioni m&a del 2023 per valore in Italia rientra anche il passaggio per 2,92 miliardi del 45% dell’emiliana Ima, azienda specializzata in macchine per il packaging, agli statunitensi Bdt & Msd Partners: hanno partecipato Jp Morgan, BofA Securities e Mediobanca. Tra le altre grandi operazioni c’è inoltre l’accordo da 2,3 miliardi per l’acquisizione della spagnola Liberty Seguros da parte di Generali (tra gli advisor BofA Securities, Citi, Ubs, Rothschild). O quello da 1,35 miliardi per il servicer di npl Pelios da parte di Ion di Andrea Pignataro (tra gli advisor Goldman Sachs, Lazard, Bnp Paribas, Mediobanca e Ubs). In totale per Dealogic le banche d’affari hanno partecipato a 1.307 operazioni di m&a nel 2023, per un valore complessivo di 76,24 miliardi.

Il mestiere dell’advisor

Anche in questo caso cifre e numeri variano in base alle classifiche. Ma un dato è chiaro. «L’anno scorso il valore dei deal è crollato di oltre la metà, mentre il numero di operazioni è rimasto ben sopra i mille, vicino al record del 2022 grazie alla tenuta del mid-market», spiega Filippo Guicciardi, ceo di Equita K Finance e membro della commissione m&a di Aifi.

«Nel 2023 sono mancati i megadeal, scoraggiati dal contesto geopolitico incerto e dal drastico aumento dei tassi. Quest’anno invece potremmo assistere al ritorno delle operazioni medio-grandi, ma in generale per gli advisor sarà un anno positivo. Certo, dovranno impegnarsi per allineare le aspettative dei venditori con quelle dei compratori, spesso distanti sui multipli. Quindi la vera sfida sarà mantenere i valori delle operazioni stabili nonostante il possibile rallentamento dell’economia». (riproduzione riservata)



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