«Con il taglio dei tassi che si avvicina le banche saranno costrette a rivedere il proprio modello di business e a puntare sui servizi». Federico Ghizzoni è convinto che il wealth management compenserà la riduzione dei tassi e permetterà ai big italiani del settore di ripetere i maxi profitti degli ultimi due anni (oltre 24 miliardi di euro nel 2023).
Ecco perché il senior advisor di BlackRock Italia, dal Salone del Risparmio, invita gli istituti a rimettere i clienti al centro e a puntare sui consulenti. «In un futuro ricco di incertezze le famiglie avranno bisogno del sostegno di un esperto. Negli ultimi anni, però, le commissioni di molte banche sono cresciute poco e questo significa che hanno abbandonato il cliente».
Insomma, il wealth mangement torna decisivo con l’era dei tassi ai massimi che si avvicina al termine nonostante le ultime resistenze. Ne sono convinte le stesse banche, che anche nel 2024 prevedono profitti pari, se non superiori, a quelli del 2023 grazie proprio alle commissioni. Ma utili elevati non faranno gioire solo gli azionisti: consentiranno anche di continuare a sostenere cittadini e imprese.
«Le banche contribuiscono allo sviluppo dell’economia italiana: i tassi scenderanno gradualmente e allora il settore dovrà adattarsi nella sua proposizione commerciale, muovendosi con sempre più attenzione verso clienti e famiglie», dichiara Luca Bocca, cfo di Intesa Sanpaolo. «All’interno del nuovo contesto dovremo lavorare non solo nel breve termine, ma costruire la banca del futuro e l’intelligenza artificiale agevolerà il processo di digitalizzazione».
L’AI è una delle grandi forze che stanno cambiando il mondo. Le altre - come la transizione energetica, le esigenze della difesa o le sfide della supply chain - richiederanno spese ingenti per essere vinte. Ma chi li sosterrà? «Il sistema bancario da solo non basta e i bilanci statali sono già sotto pressione. Così i governi hanno creato una struttura di incentivi che agevolano gli investimenti anche grazie alle garanzie pubbliche», spiega Bruno Rovelli, chief investment strategist di BlackRock Italia.
Il ruolo della politica quindi resterà decisivo, soprattutto per l’Europa che deve affrontare la concorrenza spietata di Cina e Usa. Ma per riuscirci serviranno delle rinunce. «L’integrazione nell’Ue non progredirà senza sacrifici», commenta l’ex premier Mario Monti. «Le grandi famiglie politiche hanno fatto tanto per l’Unione ma da qualche anno si concentrano più sugli interessi nazionali che su quelli europei. Se continueranno così distruggeranno lo spirito comunitario, che è essenziale se vogliano che l’Ue conti di più nel mondo». (riproduzione riservata)