Citi conferma il rating buy sul titolo StMicroelectronics dopo aver incontrato il cfo del produttore di chip, Lorenzo Grandi, durante la Global TMT Conference. Il messaggio principale emerso è che la domanda rimane forte nei settori delle infrastrutture per l’AI, dell’automotive e dell’industria, con gli ordini che continuano a superare le spedizioni e con tempi di consegna che si stanno allungando in diverse categorie di prodotti.
Il management rimane fiducioso nel percorso verso margini lordi nel range 44-46%, sostenuti dal miglioramento del mix, dai prezzi e dall’ottimizzazione della struttura produttiva, un quadro che Citi ritiene coerente con la sua analisi recente dei fattori alla base dell’andamento dei margini. Nel frattempo, i data center per l’intelligenza artificiale, la fotonica al silicio e le comunicazioni satellitari stanno diventando fattori di crescita sempre più importanti per il gruppo italo francese.
Più nel dettaglio, il management di StM ha segnalato che, finora, nel terzo trimestre del 2026 continua il trend positivo degli ordini già emerso con i risultati del secondo trimestre. I tempi di consegna nel settore industriale si sono allungati, arrivando a 50 settimane in alcune aree, mentre la domanda nel settore automotive è in ripresa man mano che i livelli delle scorte tornano alla normalità.
Le scorte di microcontrollori presso il canale di distribuzione rimangono al di sotto dei livelli normali e diversi clienti hanno aumentato le proprie previsioni sulla domanda nel corso dell’anno, rafforzando la convinzione che la ripresa possa proseguire fino al 2027.
Il business legato ai data center per l'intelligenza artificiale dovrebbe superare il miliardo di dollari nel 2026 e crescere ulteriormente nel 2027. La crescita rimane trainata dalla connettività ottica, inclusi la fotonica al silicio, i circuiti integrati elettronici e i microcontrollori, che attualmente rappresentano il 70-80% dei ricavi legati all’AI.
StM ha inoltre evidenziato un coinvolgimento significativo dei clienti attraverso gli accordi di fornitura a lungo termine e vede opportunità in aumento nelle tecnologie di interconnessione ottica di nuova generazione, come Npo e Cpo, mentre si prevede che i ricavi derivanti dall’alimentazione elettrica per l’AI diventino un contributo più significativo a partire dal 2028.
Al contempo il management del gruppo continua a essere fiducioso nel proprio percorso verso margini lordi nel range 44-46%. Il principale fattore di miglioramento rimane la chiusura di quattro stabilimenti produttivi legacy e il passaggio a una produzione più efficiente con wafer da 300 mm/200 mm a partire dalla fine del 2027/2028. Nel frattempo, i margini dovrebbero migliorare grazie al mix, alla riduzione degli oneri derivanti dal sottoutilizzo della capacità produttiva e ai prezzi, con una terza ondata di aumenti.
«Riteniamo che ciò sia coerente con la nostra analisi recente della progressione dei margini», afferma Citi, apprezzando anche la fiducia del management nel raggiungimento dell’obiettivo di oltre 3 miliardi di dollari di ricavi cumulativi dal settore satellitare nel periodo 2026-2028, mentre la domanda di carburo di silicio continua a recuperare, con una crescita a doppia cifra prevista per quest’anno e ricavi che dovrebbero tornare a 1 miliardo di dollari il prossimo anno.
Citi a fine 2026 si attende ricavi in aumento a 14,39 miliardi di dollari daigli 11,79 miliardi del 2025, un utile netto anch’esso in miglioramento a 1,41 miliardi (da 491 milioni del 2025) e un dividendo di 0,36 dollari per azione, stabile rispetto al 2025 (rendimento dello 0,7%). Dovrebbe salire a 0,39 dollari per azione nel 2027 dopo un utile in crescita a 2,77 miliardi.
«La nostra raccomandazione buy su StM riflette le solide prospettive fondamentali della società nel medio termine, che riteniamo non siano ancora adeguatamente riflesse nelle valutazioni attuali del titolo», aggiunge Citi che valuta il gruppo sulla base di un multiplo di 18 volte il p/e stimato per l’esercizio 2028, il che porta a un prezzo obiettivo di 65 euro (+0,95% a 44,945 euro il titolo il 10 settembre in borsa). «Il nostro multiplo obiettivo si colloca nella parte alta dell’intervallo di negoziazione storico quinquennale della società, in linea con quello di altri titoli caratterizzati da una crescita forte».
Citi però avverte: «StM compete con altri produttori di semiconduttori nel mercato dei componenti analogici. Di conseguenza, eventuali variazioni delle quote di mercato tra StM e i suoi concorrenti potrebbero comportare rischi per le nostre stime e per la nostra valutazione».
In più il management della società rimane aperto alla possibilità di ulteriori acquisizioni, purché queste rispondano a obiettivi prestabiliti. Di conseguenza, «un’eventuale operazione potrebbe determinare un impatto positivo o negativo sulle nostre stime e sulla nostra raccomandazione sul titolo. Senza dimenticare i fattori macroeconomici: l’esposizione geografica di StM si estende a diverse aree, tra cui Stati Uniti, Europa e Asia. Di riflesso, qualsiasi fase prolungata di peggioramento o miglioramento delle condizioni macroeconomiche potrebbe avere un impatto sulle nostre stime e sulla nostra valutazione, rispettivamente, peggiore o migliore delle aspettative». (riproduzione riservata)