Paolo Fiorentino si è dimesso da amministratore delegato di Banca Progetto. L’ex ceo ha comunicato la decisione al consiglio di amministrazione dell’istituto e resterà in carica fino all’individuazione e alla nomina del successore, che è già partita, oltre che per accompagnare la banca nel piano di rafforzamento già individuato.
L’ex manager di Carige ha fatto un passo indietro il giorno dopo l’udienza di martedì 25 febbraio davanti alla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Milano, che a ottobre 2024 aveva disposto l’amministrazione giudiziaria di Banca Progetto.
La nota della banca diffusa mercoledì 26 sottolinea che «Fiorentino - a seguito della presentazione ieri al tribunale di Milano del Piano di rafforzamento, già condiviso con gli organi preposti dell’autorità giudiziaria - ha rassegnato le proprie dimissioni per ragioni personali» e che il cda «comprendendo la situazione, ha accettato le dimissioni» chiedendo al banchiere di restare fino all’individuazione del successore.
Il tribunale di Milano aveva nominato il professionista romano Donato Maria Pezzuto su richiesta dei pubblici ministeri Paolo Storari e Silvia Bonardi, della Direzione distrettuale antimafia, per verificare il sistema dei controlli all’interno della banca. In un'indagine del Nucleo Pef e Gico della guardia di finanza su alcune linee di credito e finanziamenti con garanzie statali concesse dalla banca era emerso il collegamento anche con società presuntamente collegate alla `ndrangheta.
L’inchiesta è partita mentre il fondo Oaktree, azionista con il 99,8% di Banca Progetto, aveva avviato la cessione dell’istituto al fondo americano Centerbridge, poi finita in stand by. (riproduzione riservata)