I fondi di private equity provano a rientrare nella partita Banca Progetto. Fonti di mercato rivelano che l’istituto milanese, specializzato nei finanziamenti con garanzia statale alle pmi e commissariato a marzo da Bankitalia, sarebbe finito nel radar di una cordata di investitori internazionali. A guidarla è l’ex proprietario Oaktree, che l’anno scorso aveva venduto l’istituto al fondo americano Centerbridge.
L’operazione è finita però al centro di un contenzioso legale, avviato dopo che per Banca Progetto è scattata l’amministrazione giudiziaria. Il provvedimento è legato all’inchiesta della Procura di Milano su alcuni prestiti con garanzia statale, concessi a società che secondo i pm sarebbero vicine alla ‘ndrangheta.
Da allora l’istituto milanese è finito in un limbo e per colpa di una serie di rettifiche il patrimonio dovrebbe essersi ridotto da 300 milioni a circa 100 milioni, con perdite vicine ai 100 milioni. Per sciogliere l’impasse il fondo americano Oaktree, proprietario anche dell’Inter, si è alleato con un altro private equity statunitense, Jc Flowers, che ha già investito in Eurovita ed Equita.
La cordata dovrà ottenere il placet dei commissari di Banca Progetto, Lodovico Mazzolin e Livia Casale, e della Vigilanza, che non sempre ha guardato con favore all’intervento dei fondi nel capitale degli intermediari finanziari. L’ipotesi allo studio è una ricapitalizzazione, come chiesto dai due funzionari della Banca d’Italia, che dovrebbe aggirarsi sui 100 milioni.
Al vaglio dei commissari - affiancati dagli advisor Lazard e Boston Consulting - ci sarebbero anche altre soluzioni. Nei giorni scorsi era emerso l’interesse di Cf+, la challenger bank del fondo Elliott (90,5%) reduce da un doppio aumento di capitale da oltre 50 milioni in totale, lanciato proprio per finanziare la crescita per linee esterne.
All’ex Credito Fondiario si è aggiunta Aidexa, la fintech fondata da Roberto Nicastro e specializzata nel credito alle micro imprese, che ha raggiunto il break even nel 2024. A questi possibili acquirenti, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, si è affiancato anche Bff, istituto attivo nel factoring, che però sarebbe interessato solo a un portafoglio di attivi di Banca Progetto.
Le trattative con i pretendenti sono ancora in fase iniziale, ma all’orizzonte si prospetta uno spezzatino dell’istituto guidato in precedenza da Andrea Varese e prima ancora da Paolo Fiorentino, ex ceo di Carige e manager di lungo corso di Unicredit.
Gli advisor e i commissari di Bankitalia potrebbero cedere al migliore offerente la good bank, con i crediti più semplici da riscuotere. Le erogazioni più problematiche (bad bank) potrebbero andare invece a Mediocredito Centrale, la controllata di Invitalia che nel 2000 ha salvato la ex Popolare di Bari (ora BdM), e ha risanato e ceduto di recente la Cassa di Risparmio di Orvieto alla Banca del Fucino.
Non è ancora chiaro, però, se Mcc accetterà di entrare nella partita. La banca guidata dal ceo Francesco Minotti era il principale garante dei prestiti concessi da Banca Progetto, compito svolto insieme al gruppo assicurativo-finanziario Sace, controllato dal Tesoro.
Ma dopo l’inchiesta giudiziaria e il successivo commissariamento, Mcc ha arrestato la collaborazione e non è detto che ora sia disposto a prendersi in carico i crediti problematici di Banca Progetto. (riproduzione riservata)