La nuova super popolare siciliana potrebbe non chiamarsi più Banca Agricola Popolare di Ragusa (Bapr). L’istituto di credito valuta il rebranding dopo che sarà perfezionata la fusione per incorporazione della Banca Popolare Sant’Angelo (Bpsa).
L’accordo quadro firmato a fine maggio prevede che ogni azionista di Bpsa riceva un’azione Bapr ogni quattro detenute. Questo concambio implica una valutazione della banca di Licata pari a 12,1 milioni.
I due istituti hanno presentato il progetto di fusione alla Banca d’Italia, che a luglio si esprimerà sul dossier. Il progetto verrà a quel punto sottoposto ai soci nell’assemblea di fine settembre e, se approvato, diventerà esecutivo da ottobre.
Proprio in autunno verrà valutato un rebranding, con un cambio di denominazione che manterrebbe l’accento sull’origine popolare rimarcando ancor più la natura siciliana dell’istituto. Si tratterà infatti dell’unico istituto di credito indipendente dell’isola.
Bpsa (assistita da Prometeia) aveva avviato la ricerca di un partner a febbraio su richiesta dell’Autorità di Vigilanza dopo che era emersa l’esigenza di un rafforzamento patrimoniale. Lo ha trovato in Bpar (assistita da Rothschild), che conta di recuperare circa la metà del rosso post imposte del 2023, pari a 23 milioni.
Il passivo è legato alla svalutazione di crediti fiscali differiti e sarà compensato dalla banca di Ragusa con le tasse da pagare sugli utili dei prossimi anni. (riproduzione riservata)