I mercati azionari asiatici hanno faticato a mantenere il rialzo, dopo che i dati scioccanti della Cina hanno sottolineato i danni profondi che i lockdown stanno causando alla seconda economia mondiale. Le vendite al dettaglio cinesi ad aprile sono crollate dell'11,1% su base annua (-3,5% a marzo), ai minimi degli ultimi due anni, quasi il doppio del calo previsto dagli economisti, mentre la produzione industriale è scesa del 2,9% dal +6% di marzo quando gli esperti avevano previsto un leggero aumento dello 0,4%. E sempre ad aprile i nuovi prestiti bancari in Cina hanno toccato il minimo da quasi quattro anni e mezzo. Male anche la disoccupazione urbana, balzata al 6,1% dal 5,8% del mese precedente.
La Banca centrale cinese ha deluso
Anche la banca centrale cinese ha deluso chi sperava in un allentamento dei tassi. La Peoplès Bank of China ha rinnovato i prestiti a medio termine in scadenza mantenendo invariato il tasso di interesse per il quarto mese consecutivo. La People's Bank of China (Pboc) ha mantenuto invariato al 2,85% il tasso su 100 miliardi di yuan (14,7 miliardi di dollari) sui prestiti a medio termine (MLF) a un anno concessi ad alcune istituzioni finanziarie, compensando lo stesso importo di tali prestiti in scadenza lo stesso giorno. Ma, visti anche i dati macro pessimi, gli economisti si aspettano ancora un allentamento monetario e misure di stimolo per arrestare il rallentamento dell'economia nazionale.
Domenica, però, le autorità finanziarie cinesi hanno dichiarato che il limite inferiore per i tassi di interesse sui prestiti per l'acquisto della prima casa verrà ridotto di 20 punti base, secondo una circolare pubblicata congiuntamente dalla People's Bank of China (Pboc) e dalla China's Banking and Insurance Regulatory Commission. Questa misura mira a rafforzare il principio secondo cui "le case servono per vivere, non per la speculazione", oltre che a sostenere politiche immobiliari migliori e a promuovere un sano sviluppo del mercato immobiliare del Paese.
La notizia che Shanghai sta allentando alcune delle sue restrizioni per il Covid ha offerto solo un piccolo conforto agli investitori. Lo Shanghai Composite Index è in calo dello 0,44% e lo Shenzhen Composite Index dello 0,19%, mentre l'indice più ampio dell'MSCI delle azioni dell'Asia-Pacifico al di fuori del Giappone sale dello 0,2%, dopo il calo del 2,7% della settimana scorsa, quando ha toccato i minimi degli ultimi due anni.
"La contrazione economica della Cina ad aprile è stata la più grave dal primo trimestre del 2020, durante la prima ondata di Covid-19", ha affermato Tommy Wu, economista di Oxford Economics. "Il lockdown prolungato di Shanghai e il suo effetto a catena in tutta la Cina, così come i ritardi nella logistica, hanno colpito duramente le catene di approvvigionamento nazionali. Anche i consumi delle famiglie sono stati colpiti duramente a causa delle restrizioni alla mobilità e la debolezza del mercato del lavoro ha aggravato il problema", ha aggiunto Wu secondo il quale l'interruzione dell'attività economica potrebbe protrarsi fino a giugno. "Anche se Shanghai riprenderà gradualmente le attività commerciali a partire da questa settimana, dato che i nuovi casi di Covid sono diminuiti significativamente negli ultimi giorni, la ripresa della normalità sarà probabilmente molto graduale all'inizio".
Futures Ue in rosso
Il Nikkei giapponese guadagna lo 0,55% a 26.571 punti, dopo aver perso il 2,1% la scorsa settimana, anche se lo yen debole ha offerto un certo sostegno agli esportatori. Il future sul Dax scende dello 0,25%, quello sull'Eurostoxx50 dello 0,35% e quello sull'indice S&P 500 perde lo 0,54% (-0,43% quello sul Dow Jones). L'inflazione alle stelle e l'aumento dei tassi di interesse hanno fatto sprofondare la fiducia dei consumatori statunitensi ai minimi da 11 anni all'inizio di maggio e hanno alzato la posta in gioco per le vendite al dettaglio di aprile, previste per martedì.
Goldman Sachs ha tagliato le previsioni di crescita del pil americano per il 2022 da l 2,6% al 2,4%. La crescita nel 2023 è ora vista all'1,6% su base annua dal 2,2%. "Il nostro indice delle condizioni finanziarie si è inasprito di oltre 100 punti base, il che dovrebbe creare un freno alla crescita del pil di circa 1 punto percentuale", ha dichiarato Jan Hatzius, economista di Goldman Sachs, il quale si aspetta che il recente inasprimento delle condizioni finanziarie persista. I futures scontano aumenti dei tassi di 50 punti base sia a giugno sia a luglio e tassi tra il 2,5 e il 3% entro la fine dell'anno, dall'attuale 0,75-1%.
Il dollaro si allontana dal top degli ultimi 20 anni
I timori che tutto questo inasprimento possa portare a una recessione hanno stimolato un vero e proprio rally delle obbligazioni la scorsa settimana, che ha visto i rendimenti decennali scendere di 21 punti base dai picchi del 3,20%. Oggi scendono al 2,904%. La flessione ha visto il dollaro allontanarsi dal top degli ultimi due decenni: l'euro si attesta a 1,0403 dollari, dopo essere sceso a 1,0348 dollari la scorsa settimana. Il dollaro perde terreno sullo yen, a 128,857 (-0,22%). Per quanto riguarda le criptovalute, il bitcoin sale del 2,75% a 30.412 dollari, dopo aver toccato la settimana scorsa il minimo dal dicembre 2020 in seguito al crollo di TerraUSD, una stablecoin.
I pessimi dati cinesi spengono il petrolio
Tra le materie prime, l'oro cala a 1.805 dollari l'oncia (-0,13%), mentre i pessimi dati cinesi hanno riacceso le preoccupazioni sulla domanda di petrolio che al momento vede il Wti stornare dell'1,90% a 106,57 dollari al barile e il Brent del 2% a 109,28 dollari al barile dopo essere balzati di circa il 4% venerdì scorso. Questa settimana è atteso l'embargo del petrolio russo da parte dell'Unione Europea in risposta all'invasione russa dell'Ucraina il 24 febbraio.
La Russia ha anche sanzionato diverse società energetiche europee e i futures sulla benzina statunitensi hanno raggiunto un altro record poiché le scorte in calo hanno alimentato le preoccupazioni sull'offerta. nel frattempo, l'Opec+ non è stata in grado di raggiungere gli obiettivi precedentemente concordati per l'aumento della produzione. Secondo l'ultimo rapporto mensile del cartello, la produzione è aumentata di 153.000 barili al giorno a 28,65 milioni di barili al giorno. Un rallentamento rispetto all'aumento di 254.000 barili al giorno previsto nell'ambito dell'accordo dell'Opec+. (riproduzione riservata)