Secondo gli strategist di Goldman Sachs, le azioni europee saliranno il prossimo anno man mano che il potere di spesa delle famiglie aumenterà e la minaccia di un forte rallentamento dell’economia inizierà a scemare.
Un raffreddamento più rapido del previsto dell’inflazione nell’Eurozona dovrebbe portare a una crescita positiva dei salari reali, una spinta per i consumatori, alzando le possibilità che la Bce inizi a tagliare i tassi dopo la più veloce stringa di aumenti degli ultimi decenni che sta rischiando di mandare l’Europa in decisa recessione, ha scritto il team di analisti della banca d'affari americana in una nota.
«Ci aspettiamo che le azioni europee continuino a performare bene nel 2024», hanno affermato gli strategist. «Questa ipotesi si basa su un contesto economico migliorato, una valutazione ragionevole e una prospettiva sostanzialmente piatta per i rendimenti obbligazionari a lungo termine».
Gli analisti di Goldman Sachs vedono l’indice Stoxx Europe 600 avanzare al livello 480 entro 12 mesi. Si tratta di un rialzo di circa il 7% rispetto ai livelli attuali, ma resta sotto il picco segnato a gennaio 2022. L’indice ha guadagnato il 6,5% quest’anno dal momento che gli investitori stanno scommettendo sulla fine dell’inasprimento delle banche centrali (Bce, Fed), un fatto che dovrebbe aiutare ad evitare una grave recessione.
Il team di analisti di Goldman Sachs considera le valutazioni delle azioni europee «poco impegnative», nel senso che mantengono un ampio sconto rispetto agli indici Usa e questo divario (storico) continuerà. Piazza Affari, per esempio, è la borsa col maggior sconto in Europa, viaggia ad un p/e atteso di 7,63 per il Ftse Mib, 11,18 lo Eurostoxx 50, contro il 17,55 dell’S&P 500 e il 23,26 del Nasdaq. «Pensiamo che il divario sia dovuto ad una più debole crescita economica in Europa e un premio di rischio più elevato per le azioni dei Paesi europei. Eppure, il divario di valutazione suggerisce che le preoccupazioni sull’Europa sono già ben prezzate nei valori delle azioni».
Gli strategist avvertono però che difficilmente gli afflussi verso le azioni europee riprenderanno bruscamente dopo due anni di deflussi, soprattutto considerati i rendimenti interessanti ora disponibili su altri titoli (la concorrenza dei bond). «Crediamo che il principale acquirente dell’Europa continuerà ad essere se stessa tramite buyback», scrivono gli analisti. «C’è spazio anche per una ripresa del capitolo M&A, delle fusioni e acquisizioni, presupponendo che i tassi si stabilizzino e che il rischio di recessione continui a scendere», conclude Goldman Sachs.
Gli analisti tedeschi di Berenberg indicano alcuni titoli interessanti che ritengono a loro volta sottostimati dal mercato.
Società europee large cap con un rapporto prezzo/utili (p/e) basso rispetto al mercato di riferimento a e alla propria storia. Di seguito, nome della società e p/e atteso nei prossimi 12 mesi
Società europee mid and small cap con un rapporto prezzo/utili (p/e) basso rispetto al mercato di riferimento e alla propria storia:
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