Sono due anni che Piazza Affari attende il riscatto delle mid cap. L’indice Star ha perso il 22% da inizio 2022 al 26 gennaio, nello stesso arco temporale il Ftse Mib ha guadagnato il 20%. Un fatto mai accaduto: le azioni ad alti requisiti perlopiù hanno fatto meglio delle blue chip italiane. Ma ora il nuovo anno è già partito con un piede diverso, visto che l'indice principale di Piazza Affari è sceso dello 0,64%, ma il Ftse Mid Cap è salito nel frattempo dell'1,85% (al 25 gennaio).
«Molte società di media capitalizzazione viaggiano a forte sconto a causa del rialzo dei tassi e per effetto delle vendite importanti sui Pir», spiega Lorenzo Batacchi, portfolio manager di Bper Banca e membro Assiom Forex. «Se nel 2024 la Bce inizierà a tagliare il costo del denaro, forse già da aprile e se non ci saranno ulteriori deflussi straordinari dai Pir generici, le mid cap italiane potrebbero addirittura recuperare le perdite degli ultimi due anni, straordinariamente negativi, come non era mai accaduto». Gli analisti di Intesa Sanpaolo ricordano, nel loro report sulle mid cap, che il rapporto fra prezzo e utile del segmento Star atteso al 2024 viaggia con «uno sconto del 34% rispetto alla media storica».
MF-Milano Finanza a questo punto ha messo a confronto le società con rating buy e le best picks di quattro istituti, Banca Akros, Intesa Sanpaolo, Mediobanca Research e Berenberg sul segmento mid cap di Piazza Affari per capire su quali titoli puntano gli analisti e quali sono i potenziali di rialzo delle azioni rispetto ai valori attuali. Come si può leggere nella tabella qui accanto, vi sono titoli che potrebbero raddoppiare di valore, come Digital Value, da 58 a 115 euro (fra i preferiti degli analisti di Intesa), ma anche in testa alla classifica di Banca Akros. A seguire, Ferretti con un possibile rialzo del 62% (Berenberg), Ovs con il 60% (Akros), Lottomatica (50,8%, Akros).
«Entrare nelle mid cap adesso significa farlo ai minimi assoluti». Chi parla è Antonio Amendola, senior fund manager di AcomeA sgr, gestore specializzato nel segmento delle piccole e medie capitalizzazioni. I numeri parlano da soli: Mediobanca Research ha calcolato che attualmente le mid cap sotto copertura degli analisti trattano con uno sconto di circa l’8% rispetto alla media storica, al 5% di sconto rispetto alle omologhe europee (la media era il 3%) e in linea con le large cap, nei confronti delle quali lo scorso anno trattavano con un premio del 3%. Il rapporto prezzo/utili atteso a un anno è di 13,2 volte, ai minimi dal 2012. «Oggi ci sono prezzi scontati, titoli dimenticati, e fisiologicamente le risorse sui Pir – fattore tecnico che ha penalizzato le mid cap lo scorso anno, si veda pag. 11 – dovrebbero tornare», spiega Amendola. Basta «che un elemento della tempesta perfetta del 2023 venga meno, ad esempio la fine delle strette sui tassi, per far tornare denaro su questi titoli».
Come si stanno muovendo i gestori adesso? «Il punto di partenza è l’indice Star, che storicamente ha sempre sovraperformato il Ftse Mib», spiega Amendola. Alcuni titoli: «Fine Foods, Biesse, Reply, Tinexta, Sesa. Si tratta di azioni di qualità, leader internazionali dei loro settori, con poco debito e che sono stati penalizzati non per fattori fondamentali ma tecnici».
La chiave, secondo il gestore, è proprio il debito: «Quando i tassi erano a zero le aziende erano stimolate a contrarne per avere un ritorno sul capitale investito, anche minimo. Oggi bisogna vedere chi, a conti fatti, questo capitale lo ha allocato in modo efficiente in passato». Il gestore suggerisce inoltre una rotazione dalle banche, vincitrici indiscusse nel 2023, alle mid cap pronte a spiccare il volo: «Non dimentichiamo che i benefici incrementali sulle banche quest’anno probabilmente verranno meno. Pertanto potrebbe essere ideale prendere profitti dal settore bancario e spostarsi altrove, in modo diversificato».
Gli analisti di Banca Akros hanno selezionato tre titoli, fra i giudizi buy delle mid cap, da osservare con più attenzione. Si tratta di Iren, Lottomatica e Piaggio. Iren, spiegano gli esperti, viene scambiata con uno sconto di circa il 15% rispetto ai principali concorrenti e offre un dividend yield superiore alla media del settore (6,5% atteso al 2024).Lottomatica, ricorda Akros, è il maggior player nel gaming in Italia in base ai ricavi pro-forma e alla quota di mercato nei primi nove mesi del 2023. Il segmento online ora contribuisce maggiormente all’ebitda (attorno al 50% nelle attese per il 2023). Gli analisti hanno alzato le attese di utile per azione (eps) del 30% al 2025.
Gli specialisti apprezzano poi l'esposizione di Piaggio all'India, in forte crescita attesa come tutti i mercati emergenti (26% delle vendite attese nel 2023, 18% dei ricavi), e all'Estremo Oriente (27% delle vendite 2023, 20% dei ricavi). «L’India si sta ancora riprendendo dal fondo toccato nel 2021 e ha ampio potenziale di recupero». (riproduzione riservata)