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Azioni 2024, i 50 titoli più sottovalutati di Piazza Affari che dopo Fed e Bce possono diventare le nuove star

15 dicembre 2023, 20:00 Ultimo aggiornamento: 17 dicembre 2023, 21:11

I mercati scommettono su un taglio dei tassi in Ue. E hanno iniziato a ruotare il portafoglio: meno banche, più industriali. Durerà? Ecco il parere degli esperti e 50 titoli da tenere sotto osservazione | Più ricchi del Btp: 50 azioni a Piazza Affari e 15 bond con dividendi e rendimenti anche del 17% | Azioni, tra gli energetici tornano i super sconti, anche fino al 40%. Tre le occasioni di investimento secondo Morningstar | Azioni 2024, le migliori 12 large cap e le 10 mid cap su cui puntare secondo Intesa Sanpaolo

Piazza Affari
Piazza Affari

No, il board della Bce non ha discusso di taglio dei tassi alla riunione di dicembre, come ha invece fatto la Fed. Chiara la negazione di Christine Lagarde, governatore della Banca centrale europea davanti agli investitori. Ma i mercati non l’hanno ascoltata, o meglio, sono andati oltre e hanno iniziato a scommettere su una riduzione del costo del denaro nell’Eurozona dall’attuale 4,5% al 2,5% entro fine 2024. E quindi Piazza Affari ha assistito ad una velocissima e storica rotazione di portafoglio: più titoli industriali, che hanno sofferto molto dall’avvio dei tassi e meno banche, che guadagnano proprio grazie a questi ultimi. Basti pensare che dal primo luglio 2022, il mese in cui la Bce ha deciso di alzare il costo del denaro, il Ftse Mib è cresciuto del 42% grazie al settore finanziario, le mid and small cap hanno per contro perso il 6,3% e lo Star, l’indice delle eccellenze di Piazza Affari soprattutto nel comparto produttivo, è appena sopra la parità.

A questo punto la domanda è: la rotazione di portafoglio è l’avvio di un trend che abbraccerà tutto il 2024? Piazza Affari ha ancora fiato per correre dopo il +28% del Ftse Mib nel 2023? Se andiamo a guardare il rapporto prezzo/utili atteso nei prossimi 12 mesi del Ftse Mib, è attorno ad un depresso valore di 7, si trovava a 22 a marzo 2021, i valori paiono molto interessanti. Milano Finanza è andata quindi a vedere quali sono i titoli nel Ftse Mib e nello Star che hanno perso di più (si veda la tabella allegata) con il rialzo dei tassi per capire se possono essere quelli che hanno maggiore spazio per recuperare terreno. Marco Valli, Responsabile Globale della Ricerca di Unicredit Banca, si aspetta un taglio del costo del denaro «a partire da giugno ad un ritmo di 25 punti base a trimestre… con il rischio di tagli effettuati ancora prima e più profondi». Anche se, avverte Valli, il mercato pare ora «troppo aggressivo» nelle attese.

Otto titoli sotto la lente

Antonio Amendola, Senior Fund Manager Azionario di AcomeA Sgr, non ha dubbi: «ora il film dovrebbe cambiare. Nel segmento delle mid small cap ci sono molte storie che sono state penalizzate sia dal tema tassi sia dal tema dei deflussi dei Pir e che, quindi, presentano ottime valutazioni con prezzi depressi e fondamentali solidi». Per Amendola, «i titoli con maggiore potenziale tra le mid small cap italiane sono: Reply, Tinexta, Fine Foods, Biesse, Ilpra, Id Entity, Sesa, Erg».

Tim & le utilities

Fabio Caldato, Portfolio Manager del fondo AcomeA Strategia Dinamica Globale, sottolinea, dopo il meeting della Fed di mercoledì 13, che «il mercato ha reagito premiando tutti i segmenti obbligazionari e i settori azionari più sensibili a tassi in ribasso: real estate e utilities. Europa e Italia sono state positivamente contagiate e crediamo che questo trend sia sostenibile a medio termine». Anche se il gestore non crede a «un percorso privo di ostacoli e momenti di riflessione. Le banche hanno giovato dei tassi in rialzo e i buoni numeri si protrarranno anche nel 2024. All’interno del panorama italiano, ci continua a piacere Telecom Italia, l’infrastrutturale Rai Way, anch’essa vicina ad un probabile evento di m&a e il settore delle utilities in generale». Snam ed Italgas, per esempio, hanno perso attorno al 7% da luglio 2022 e sono fra i 50 titoli di Piazza Affari che hanno sofferto di più.

Il ritorno del risparmio gestito

Gli analisti di Equita sottolineano, in una nota post Fed, che preferiscono i titoli di qualità rispetto ai ciclici, mentre tra i finanziari si aspettano che il calo dei tassi favorisca il risparmio gestito (i titoli preferiti sono Mediolanum e FinecoBank) e le società meno sensibili al margine d’interesse (Mediobanca) rispetto alle banche tradizionali». Concorda Lorenzo Batacchi, portfolio manager di Bper Banca e membro Assiom Forex, secondo cui «il calo dei tassi favorisce il sistema industriale, dove il debito inizia a pesare meno e rappresenta un traino per i titoli del risparmio gestito. In quest'ultimo caso viene meno la forte concorrenza dei Btp e torna più facile convertire la liquidità dei conti correnti in raccolta fondi e polizze assicurative».

Ma i titoli bancari sono destinati a calare nel 2024?

Luca Paolazzi, consulente indipendente di Ceresio Investors, sottolinea che gli istituti di credito «beneficiano, con il calo dei tassi, della diminuzione del rischio di ritrovarsi in bilancio debiti non-performing». Meno Npl, quindi. Sul tema torna Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di IG Italia, per il quale «è indubbio che il settore bancario dovrà adattarsi alle nuove condizioni, bisognerà fare stock picking. A nostro avviso, Intesa Sanpaolo possiede fondamentali robusti per mantenere valore e limitare le eventuali perdite legate ai tagli dei tassi. Un altro titolo che preferiamo è Mediobanca».

Ferrari, Tenaris e il ritorno dello Star

Nel comparto industriale, Diodovich ritiene che «Ferrari possa avere ancora spazio per salire. Non solo è il brand italiano più forte all’estero, ma ha mostrato risultati straordinari negli ultimi trimestri». Nel campo energetico, l’analista pensa a «Tenaris per la presenza globale e la forte quota di mercato che possono garantire benefici a seguito di un probabile aumento della domanda sui servizi per l’industria petrolifera». E poi lo Star, che Diodovich ritiene «particolarmente interessante, è l’indice ad aver sofferto di più le condizioni restrittive degli ultimi mesi. Il titolo preferito è Reply che ha puntato sull’AI guadagnandosi una posizione leader in Europa nei servizi digital experience». (riproduzione riservata)



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