Il governo sposta le risorse del Pnrr dalle colonnine di ricarica alle auto elettriche. Se approvata da Bruxelles, la revisione del Piano darà il via libera a un nuovo piano di rottamazione delle vetture inquinanti, finanziato quindi con i 597 milioni di euro risparmiati per il mancato raggiungimento degli obiettivi legati alle infrastrutture di ricarica. Il progetto originario prevedeva di installarne 20.500, numero che sarà ridimensionato.
I bonus saranno indirizzati soprattutto verso le aree urbane più inquinate e destinati alle famiglie a basso reddito che demoliranno le proprie auto termiche per acquistarne una elettrica. L’obiettivo è sostituire i veicoli con motore termico dei privati con quelli a zero emissioni, ma nell’intervento rientreranno anche i mezzi commerciali delle microimprese.
Numeri alla mano, il contributo sarà di 11 mila euro per chi ha un Isee fino a 30 mila euro e di 9 mila euro tra 30 e 40 mila euro. Per le microimprese il bonus è fissato - salvo modifiche - al 30% del valore del veicolo elettrico, con un limite di 20 mila euro. In questo modo il governo punta a rottamare quasi 40 mila auto entro la scadenza della rottamazione, fissata per il 30 giugno 2026.
Le altre modifiche lato green del Pnrr riguardano l’idrogeno: il mercato non è ancora in grado di sviluppare una domanda adeguata, quindi i 640 milioni stanziati saranno dirottati verso il biometano per raggiungere entro giugno 2026 una capacità produttiva di 2,3 miliardi di metri cubi all’anno.
Restyling anche per le misure pensate per promuovere le rinnovabili nelle comunità energetiche e l’autoconsumo. All’inizio le risorse erano riservate ai soli comuni con meno di 5 mila abitanti, ma visto il numero ridotto di richieste ammissibili, l’intervento sarà esteso anche alle città fino a 50 mila abitanti. (riproduzione riservata)