È affidata a un italiano la strategia di attacco di Byd, il gigante cinese dell’auto elettrica, al cuore dell’Europa. E non un italiano a caso bensì Alfredo Altavilla, storico braccio destro di Marchionne durante l’epopea di Fca, prima della fusione con Peugeot.
Ironia del destino: spetta proprio a lui, che da settembre scorso è special advisor del colosso cinese per l’Europa, rimescolare le carte di un mercato allo sbando che vede tutti i grandi marchi in seria difficoltà sia nelle vendite che nella profittabilità. Per non parlare della difficile transizione energetica che sta zavorrando tutti i marchi storici dell’automotive.
Da tempo gli analisti vedono nella Cina il grande vincitore della sfida del New Deal dell’auto e del passaggio delicato e costoso dal motore termico a quello elettrificato e ibrido. Per gli analisti di Morgan Stanley il mercato globale dell’auto, che è uno dei pochi settori a non aver ripreso i volumi di vendita pre-Covid, vedrà i produttori cinesi salire al 30% nel 2030.
Nella fase attuale Byd è la casa del Dragone che sta inanellando record su record in una corsa che non trova ostacoli. Sta diventando, con oltre 4,2 milioni di vetture vendute tra elettriche e ibride plug-in nel 2024 e una proiezione a 5 milioni nel 2025, il nuovo dominus del settore. E ora con Altavilla prova a sfondare sul mercato europeo.
Il gruppo cresce a ritmi più che intensi anche in borsa: il titolo, quotato a Hong Kong, ha superato i 150 miliardi di dollari capitalizzazione, un valore che nessun gruppo cinese può vantare, e insidia ormai da vicino il gigante nipponico Toyota, forte di 237 miliardi di dollari di valore di borsa con i suoi oltre 11 milioni di veicoli venduti. La progressione di Byd ricorda da vicino i fasti della Tesla della prima ora, prima della grande frenata che sta subendo la società di Musk. E il mercato non ha molti dubbi che per il gruppo cinese siamo solo agli inizi di una grande epopea.
Nel 2024 ha chiuso il bilancio con ricavi per 108 miliardi di dollari, in crescita del 29%. Dal 2020, l’anno del Covid, ha moltiplicato per cinque volte il fatturato. E il primo trimestre del 2025 ha visto la corsa dei ricavi proseguire a oltranza con un incremento su base annua del 36%, mentre gli utili netti sono raddoppiati a 9 miliardi di yuan contro i 4,5 miliardi dello stesso periodo dell’anno scorso. Una poderosa macchina da guerra, il cui ebit margin ora si attesta al 7%.
Tra l’altro la potenza del gruppo non è solo nei risultati economici ma anche nella forte solidità di bilancio. I debiti finanziari sono solo un decimo del patrimonio netto e il gruppo ha liquidità, tra cassa e titoli in fondi monetari, per 21 miliardi di dollari, pari al 13% della capitalizzazione di mercato.
Spalle forti e robuste e che ora permettono l’assalto alla fortezza europea sotto la guida dell’esperto Altavilla. I primi segnali sono più che confortanti. Byd ha infatti scalzato per la prima volta dal podio delle vendite di auto elettriche proprio la Tesla di Elon Musk.
Ad aprile, secondo quanto riportato da Jato Dynamics, l’azienda di Shenzen ha superato la Tesla con 7.231 elettriche vendute in Europa contro le 7.165 della rivale americana. D’altro canto, l’azienda guidata da Musk ha subito l'ennesimo contraccolpo (-49%), mentre l'azienda cinese ha segnato un +359%, proseguendo un'espansione che, ancor prima dell'avvio delle attività industriali in Ungheria, l’ha portata già a superare brand storici.
La strategia di espansione è chiara: due impianti - uno in Ungheria e il prossimo in Turchia – una ricerca già avviata per trovare la location ideale per una terza fabbrica nel Vecchio Continente. Poi la velocità di esecuzione. I cinesi sono rapidi: in 18 mesi sono in grado di portare a compimento l’opera, dal progetto dell’impianto alle prime vetture prodotte. Va poi citato il progetto di una rete proprietaria di ricarica per le full electric, una delle chiavi di successo per la penetrazione dell’elettrico.
E infine la strategia commerciale con city car a prezzi abbordabili. Al proposito, Byd appena lanciato la Dolphin Surf, una piccola citycar che costa 19 mila euro e che si affianca a un altro Suv da città, la Adatto, che sta riscuotendo grande successo.
L’atout più prezioso che Byd si può permettere, data la dimensione e la forza finanziaria del grupppo, è proprio l’uso potente della leva del prezzo. Ha sorpreso nei giorni scorsi la decisione del colosso del Dragone di abbattere sul mercato cinese i prezzi del 35% per un serie di vetture. Il gioco al ribasso ha fatto sbandare il titolo in borsa e ha provocato un’ondata di ribassi sui diretti concorrenti.
In realtà non è una novità l’aggressiva politica di prezzo per conquistare volumi e quote di mercato a scapito di un’erosione momentanea di redditività. Gli analisti di Morgan Stanley rilevano tale strategia di Byd è ormai strutturale: da gennaio del 2023 a oggi il prezzo medio ponderato dei modelli della casa cinese è sceso del 30%. Solo se hai le dimensioni, non hai debiti e hai un ricco cash flow puoi permetterti una guerra dei prezzi che distrugge i concorrenti senza mettere a repentaglio la tua sopravvivenza. Ed è questa la carta d’identità che fa di Byd oggi l’attore più dirompente nel New Deal del mercato dell’auto globale.
Ormai Byd detiene il 35% del mercato dell’elettrico e dell’ibrido in Cina, con il secondo concorrente che non supera il 12%. Una posizione di dominio che ora consente di concentrare le risorse nell’attacco al mercato europeo. Ed è proprio su questo mercato che le prospettive per le auto Ev sono più lusinghiere. Ubs stima che il mercato dell’elettrico nel Vecchio Continente crescerà del 30% nel 2025 e poi a tassi sempre a doppia cifra negli anni a venire.
Se questo è lo scenario prospettico, Altavilla dimostra di avere le idee molto chiare. Intervenuto più volte di recente, anche sulle colonne di Milano Finanza, ha accusato di incompetenza i regolatori europei. Il bando del motore termico dal 2035, unito alle sanzioni, ha distorto il mercato, rendendolo dipendente non tanto dalla domanda quando dall’offerta, visto che ormai i costruttori decidono cosa mettere in vendita in base alle sanzioni.
Altavilla dice che combattere i cinesi è inutile e controproducente, «dato la Cina è avanti anni luce su batterie ed elettronica di bordo. Si continua a parlare di gigafactory di batterie al litio in Europa, ma nel 2027 Byd lancerà la prima auto con batteria allo stato solido: un salto tecnologico paragonabile al passaggio dal bianco e nero al colore in televisione». L’Italia ha sbagliato a imporre dazi, allontanando le aziende cinesi. L’ex braccio destro di Marchionne in compenso ricorda che «Byd oggi è un venditore di certificati verdi, altra distorsione del mercato. Tesla, ad esempio, ha fatto il 57% dell’ebit vendendo certificati verdi, non auto».
Ma soprattutto Altavilla è impegnato a costruire la filiera della fornitura in Italia spiegando che la componentistica tricolore è tra le migliori al mondo e che Byd ha fatto il pieno di recente, incontrando oltre 500 possibili fornitori italiani per costruire la sua rete. E che punta ad avere entro fine 2025 una rete di 800 concessionarie in Europa. Con un monito finale, che suona come un De profundis per i vecchi attori dell’auto europea. «Vedremo chi sarà ancora vivo nel 2035». Byd con ogni probabilità lo sarà, visto che le previsioni egli analisti vedono il suo fatturato salire a 136 miliardi di dollari quest’anno e a 160 miliardi nel 2026. (riproduzione riservata)