La maggior parte delle borse asiatiche è salita in attesa delle riunioni della Federal Reserve e della Banca del Giappone di questa settimana e nonostante i dati macroeconomici contrastanti arrivati dalla Cina. I futures di Wall Street sono in leggero rialzo (+0,09% quello sul Dow Jones e +0,32% quello sull’S&P500).
A dominare è stato l’indice Nikkei della borsa di Tokyo, in rialzo del 2,53% a 39.716,5 punti, nonostante le aspettative crescenti che la BoJ sia vicina a porre fine alla sua politica di tassi di interesse negativi e di controllo della curva dei rendimenti. La decisione è attesa per martedì 19 marzo. Goldman Sachs si aspetta il primo rialzo dei tassi degli ultimi diciassette anni e lo stop al programma di controllo della curva dei tassi di mercato. D’altra parte, dal report sull’andamento dei salari è emerso che gli iscritti al sindacato hanno mediamente ottenuto nell’ultimo anno un incremento della retribuzione del 5,3%, l’incremento più forte degli ultimi trent’anni. Il dato è in accelerazione dal +3,8% del periodo precedente, ben sopra le aspettative degli economisti (tra +4% e +5%). Da inizio secolo l’aumento non aveva mai superato in modo rilevante il +2%, per trovare un anno di crescita oltre il +5% si deve tornare al 1990. Quindi, se da un lato la fine delle politiche da colomba della BoJ segna la conclusione di quasi un decennio di condizioni di liquidità abbondanti godute dai mercati giapponesi, dall'altro riflette anche una maggior fiducia nell'economia giapponese. «Le probabilità che la Boj scelga marzo per alzare i tassi di interesse sono aumentate», ha commentato Yuichi Kodama, capo economista presso il Meiji Yasuda Life Research Institute. «Aspettare fino ad aprile non avrebbe senso». Se la banca centrale si muoverà questa settimana, è ampiamente previsto che porterà i tassi in un intervallo tra lo zero e lo 0,1%. In attesa, il dollaro si rafforza nei confronti dello yen: scambia a 149,235 (+0,23%).
Bene anche i listini cinesi in mezzo a dati sulla produzione industriale e sulle vendite al dettaglio. Gli indici CSI 300 di Shanghai e Shenzhen e il Composite di Shanghai sono saliti, rispettivamente, dello 0,94% e dell’1,28%. In Cina la produzione industriale è aumentata del 7% a gennaio-febbraio rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, molto più delle stime degli economisti (+5%) e oltre il +6,8% di dicembre. Inoltre, la crescita degli investimenti ha registrato un'accelerazione del 4,2%, anch'essa superiore alle previsioni. Mentre le vendite al dettaglio sono aumentate del 5,5%, in calo rispetto al +7,4% di dicembre, ma oltre le stime del consenso di un +5,2%. Infine, il tasso di disoccupazione è aumentato inaspettatamente al 5,3% nei primi due mesi del 2024. Sotto tono l'indice Hang Seng di Hong Kong, salito solo dello 0,14%. Stabile l'indice Asx 200 dell'Australia in attesa della riunione della Reserve Bank of Australia martedì. Ci si aspetta che mantenga i tassi di interesse invariati. Meglio il Kospi della Corea del Sud, cresciuto dello 0,6%.
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