Alcune borse asiatiche sono salite dopo che i dati macro hanno stimolato le scommesse sul fatto che la Federal Reserve sia vicina a terminare l'attuale ciclo di rialzo dei tassi, mentre i mercati cinesi hanno continuato a perdere terreno a causa del peggioramento delle prospettive economiche.
I listini asiatici hanno tratto spunto dall’ottima seduta a Wall Street, a seguito degli utili bancari migliori del previsto e di un aumento delle vendite al dettaglio più contenuto del previsto, che ha indicato un allentamento delle pressioni inflazionistiche. I dati hanno, appunto, stimolato le scommesse sul fatto che l'imminente rialzo dei tassi di interesse di 25 punti base da parte della Fed a fine luglio sarà l'ultimo per il momento e hanno spinto gli investitori verso gli asset orientati al rischio.
L'indice giapponese Nikkei è stato il più performante con un aumento dello 0,91% a 32.789 punti, anche il più ampio Topix ha guadagnato l'1%. In rally le case automobilistiche con Nissan Motor e Mazda Motor in rialzo, rispettivamente, del 6% e del 4%, in vista della pubblicazione dei conti nelle prossime settimane. È passata in secondo piano la fiducia dei grandi produttori giapponesi diminuita a luglio, secondo l'indagine Reuters Tankan, sul sentiment commerciale delle aziende di dimensione ragguardevole. È la prima volta che l'indice registra un calo in sei mesi, con l'indice manifatturiero che è sceso da +8 in giugno a +3. Mentre l'indice non manifatturiero ha registrato il secondo mese consecutivo di flessione, scendendo di un punto a +23.
L'ASX 200 australiano ha guadagnato lo 0,5%.
I mercati cinesi sono rimasti indietro. Gli indici cinesi Shanghai Shenzhen CSI 300 e Shanghai Composite hanno perso, rispettivamente, lo 0,46% e lo 0,25% per la terza sessione consecutiva, in attesa di ulteriori misure di stimolo da parte del governo cinese. I funzionari cinesi e i media locali hanno, infatti, dichiarato che il governo adotterà ulteriori misure di stimolo nei prossimi giorni, dopo che i dati hanno mostrato che l'economia cinese è cresciuta a malapena nel secondo trimestre del 2023.
Inoltre, come reso noto oggi, 19 luglio, le entrate fiscali della Cina sono cresciute a un ritmo annuale più lento nei primi sei mesi del 2023: il gettito fiscale è cresciuto del 13,3% rispetto all'anno precedente, in rallentamento rispetto al +14,9% dei primi cinque mesi, secondo i dati del ministero delle Finanze. Nel solo mese di giugno, le entrate fiscali sono aumentate del 5,6% rispetto all'anno precedente, in netto rallentamento rispetto al balzo del 32,7% registrato a maggio, secondo i calcoli di Reuters basati sui dati del ministero. Il gettito derivante dalla vendita di terreni, fonte principale di entrate che i governi locali raccolgono direttamente, ha subito una contrazione del 24,26% su base annua a giugno, più marcata rispetto al calo del 13% del mese precedente. Dati che suggeriscono che le società edili, penalizzate dalla mancanza di liquidità, sono rimasti caute nell'acquisto di terreni, evidenziando le tensioni nel settore immobiliare cinese.
L'indice Hang Seng di Hong Kong è stato il peggior indice asiatico per il secondo giorno consecutivo, con una flessione dell'1,17%. I titoli più venduto sono stati quelli tecnologici: Baidu, Alibaba Group e Tencent Holdings sono scivolati tra l'1,8% e il 4,4%, dopo aver registrato una forte corsa nell'ultima settimana. Le preoccupazioni per il peggioramento delle condizioni economiche in Cina hanno pesato anche sul Kospi della Corea del Sud (-0,22%). In campo valutario, il dollaro avanza nei confronti dello yen a 139,332 (+0,37%), mentre i futures di Wall Street sono poco mossi (+0,06% quello sul Dow Jones). (riproduzione riservata)