Nei giorni scorsi l’amministratore delegato di Ubs Sergio Ermotti ha criticato i regolatori per il nanismo delle istituzioni finanziarie europee: «L’Europa ha fatto tutto il possibile per impedire alle banche di essere più grandi o di avere successo», ha attaccato il banchiere svizzero in un’intervista. È un fatto che negli ultimi anni la quota di mercato degli istituti americani nel vecchio continente sia cresciuta alle spese degli intermediari locali. Vero è però che dai numeri del 2023 emerge un segnale importante proprio dall’investment banking, il settore finanziario caratterizzato dal più alto livello di concorrenza a livello internazionale.
La maggior parte delle grandi banche di investimento europee hanno registrato risultati migliori rispetto alle loro omologhe statunitensi, soprattutto per quanto riguarda i ricavi nei servizi di consulenza e di underwriting, in un contesto caratterizzato dalla mancanza di grandi operazioni di fusione e di acquisizione. Lo certifica un recente report di S&P Global Market Intelligence.dedicato alle dinamiche del settore.
La performance migliore è stata registrata da Ubs dove la crescita dei ricavi 2023 in questi in queste divisioni è stata del 50,9%, di oltre dieci punti percentuali superiore a quella registrata da Hsbc (+39,8%). Deutsche Bank è salita di quasi il 25%, mentre per le francesi Bnp Paribas e Groupe Bpce l’incremento è risultato inferiore, ma comunque a doppia cifra (+12%). In controtendenza si sono mosse soltanto la francese Société Générale (-1,4%) e Barclays (-11,5%). Per advisory e underwriting invece hanno chiuso il 2023 in territorio negativo tutte le grandi investment bank Usa, da Goldman Sachs (-15,5%) a Morgan Stanley (-12,6%), da Citi (-11%) a Jp Morgan (-5%).
«La mancanza di grandi deal e il rallentamento dell’attività di m&a potrebbero modificare le dinamiche competitive poiché questi fattori sono costati alle banche statunitensi parte della loro quota di mercato. Le banche europee, in particolare gli operatori più piccoli e le boutique di m&a, potrebbero acquisire tale quota, quando l’attività di mercato riprenderà», spiega S&P. Non a caso, alcune banche europee hanno recentemente acquisito piccole società boutique per beneficiare del previsto rilancio del business». Quanto all’anno in corso l’agenzia di rating spiega: «molte banche europee stanno cercando di espandere la propria quota di mercato nell’investment banking man mano che le condizioni economiche e di mercato migliorano e le recenti acquisizioni inizieranno a dare i loro frutti». (riproduzione riservata)