Ariston rafforza la divisione componenti. Il gruppo, che produce impianti di riscaldamento e climatizzazione, ha firmato un contratto preliminare per l’acquisizione di una partecipazione di maggioranza, l’80%, in Zecchi Riscaldatori Elettrici, storica azienda piemontese con sede a San Gillio, attiva dal 1962 nella produzione di riscaldatori elettrici industriali.
Con un fatturato di 7 milioni di euro (nel 2024), Zecchi Riscaldatori Elettrici è specializzata in resistenze a fascia e resistenze tubolari ed è riconosciuta per l’elevato livello tecnico dei suoi prodotti e per una solida presenza in Italia e all’estero. L’attuale imprenditore della società, Nello Viglierchio, manterrà una partecipazione del 20% per un periodo di due anni, garantendo, quindi, continuità gestionale.
Con quest’operazione, di cui non è stato reso noto il controvalore ma per gli analisti interpellati da milanofinanza.it è di dimensioni molto ridotte, Ariston consolida la strategia di crescita della divisione componenti, Thermowatt. Leader nei componenti elettrici per il riscaldamento dell'acqua e nei termostati, l’unità si è espansa negli ultimi anni verso i mercati professionali e industriali.
Quindi, quest’acquisizione arricchisce l'offerta di soluzioni industriali con una gamma completa di resistenze a fascia per i settori plastica, imballaggio e medicale e amplia la gamma di resistenze tubolari corazzate, rafforzando un’area di competenza della divisione.
L’operazione «conferma il nostro impegno a sviluppare un’offerta sempre più completa e tecnologicamente avanzata di resistenze elettriche per i segmenti industriali e professionali», ha commentato il presidente esecutivo di Ariston, Paolo Merloni. «Dopo l’acquisizione di Ddr Heating negli Stati Uniti, annunciata lo scorso febbraio, quest’operazione rafforza ulteriormente la crescita di Thermowatt».
Marco Conti, evp della divisioni componenti, ha spiegato perché l’operazione è strategica per Thermowatt: «ci consente di ampliare il nostro portafoglio tecnologico con competenze specializzate, in particolare nelle resistenze a fascia, e di consolidare il nostro core business sulle resistenze tubolari. In tal modo, aumentiamo la capacità di rispondere alle esigenze dei nostri clienti industriali», ha detto.
New Deal Advisors, con un team guidato dal partner Lorenzo Lavini, ha assistito Ariston occupandosi della financial due diligence e della tax due diligence (quest’ultima con il supporto dello studio Chiaravalli Reali & Associati). Il closing definitivo è previsto per il mese di giugno.
Dopo un primo trimestre migliore delle attese Ariston ha confermato la guidance 2025: ricavi +0%/+3% e margini oltre il 7%. A Piazza affari, in seguito all’annuncio della nuova acquisizione, il titolo ha perso in chiusura il 2,25% a 5,005 euro, ma negli ultimi tre mesi ha messo a segno un +13,7%. (riproduzione riservata)