A sorpresa Akzo Nobel taglia la guidance 2025 a causa del super euro. La multinazionale olandese, specializzata nella produzione di vernici e rivestimenti, ha abbassato le previsioni di utile per l’anno per tener conto dell’impatto dei venti contrari sulle valute (70 milioni di euro) e delle incertezze persistenti legate ai dazi.
Ora l’azienda prevede che l’ebitda del 2025 sarà superiore a 1,48 miliardi di euro rispetto alla precedente previsione di oltre 1,55 miliardi. La stima del consenso Bloomberg è di 1,53 miliardi. Una revisione dovuta all’attuale forza dell’euro, che ha registrato un aumento di quasi il 13% quest’anno. Abbassata, ma solo leggermente, la stima sulla crescita dei volumi, ora previsti tra stabili e negativi (in precedenza stabili o in lieve crescita) rispetto a un consenso che si aspettava una crescita piatta.
Tra gli altri obiettivi anche una leva finanziaria inferiore a 2,5 volte il rapporto debito netto/ebitda rettificato entro la fine del 2025 e circa 2 volte nel medio termine, mantenendo un rating investment grade. Resta invariata la guidance a cambi costanti e quella a medio termine, con un margine ebitda superiore al 16% e un ritorno sugli investimenti compreso tra il 16% e il 19%.
Il produttore di vernici quotato ad Amsterdam continua a osservare una «debolezza generale» del mercato «in gran parte causata dallo shock sistemico dei dazi», ha dichiarato il ceo, Grégoire Poux-Guillaume. «Abbiamo fatto finta che il problema dei dazi fosse sparito, ma non è così», ha aggiunto, ammettendo che i clienti stanno adottando un atteggiamento prudente. «Finché non ci sarà chiarezza sui dazi, la cautela continuerà», ha previsto l’ad.
Nel secondo trimestre i ricavi di Akzo Nobel sono diminuiti del 5,7% su base annua a 2,63 miliardi (stima 2,71 miliardi). Ha pesato il calo dei volumi delle vernici, a causa delle incertezze macroeconomiche, in particolare in Nord America, che ha più che compensato la crescita dei volumi dei rivestimenti marini e protettivi. Anche l’ebitda rettificato è sceso dell’1,8% a 393 milioni, al di sotto della stima degli analisti di 409,5 milioni, e l’utile netto del 30% a 124 milioni, -30% (160,5 milioni la stima).
Akzo Nobel ha anche dovuto affrontare l’aumento del costo delle materie prime chimiche necessarie per la produzione delle vernici e una domanda fiacca, soprattutto nel suo mercato chiave: la Cina. Negli ultimi anni ha chiuso diversi siti produttivi in Europa e in precedenza ha annunciato il taglio di 2.200 posti di lavoro entro la fine di quest’anno per migliorare la redditività e ridurre i costi, oltre a vendere la sua attività in India per 1,4 miliardi, nell’ambito di una riorganizzazione per concentrarsi su settori come i rivestimenti in polvere e quelli aerospaziali.
Di riflesso al profit warning il titolo Akzo Nobel alla borsa di Amsterdam è caduto in chiusura del 3,40% a 57,36 euro dopo un calo iniziale del 5%, il ribasso più marcato da inizio aprile. Morgan Stanley (rating overweight confermato) ha definito i risultati trimestrali «un po’ deludenti», avvertendo che il consenso non ha ancora completamente integrato la revisione al ribasso della guidance 2025.
I risultati per Citi (rating e target price sospesi) sono stati leggermente negativi, considerando il mancato raggiungimento dell’ebitda e le revisioni al ribasso implicite nel consenso. Anche la divisione Coatings ha registrato una performance più debole, ma il controllo dei margini nella divisione Deco è stato migliore del previsto. La trasformazione del portafoglio sarà probabilmente il tema centrale da monitorare.
Ma per Bernstein (rating outperform) quello che era sotto il controllo di Akzo Nobel, ovvero risparmi sui costi, pricing, trasformazione industriale, «continua a migliorare. E la guidance invariata a cambi costanti dimostra resilienza».
L'euro è in rialzo del 13% da inizio anno, con gli investitori, in cerca di alternative agli asset statunitensi, che hanno ridotto la loro esposizione in dollari viste le erratiche politiche commerciali di Donald Trump. Sap, produttore di software che pubblicherà i risultati oggi, 22 luglio, ha previsto ad aprile che per ogni centesimo di aumento dell'euro, il suo fatturato annuo sarebbe potuto diminuire di 30 milioni. Occhio anche ai conti in arrivo questa settimana dal colosso del lusso Lvmh e dalla casa farmaceutica Roche. (riproduzione riservata)