La sessione pomeridiana all’Abruzzo Economy Summit, il festival dell’economia organizzato con Milano Finanza, è stata dedicata alla questione degli investimenti e dello stato di salute dell’economia nazionale. Al dibattito hanno preso parte Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e Fausta Bergamotto, sottosegretario al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
In collegamento è intervenuto Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, che ha tracciato un bilancio della situazione economica nazionale.
«Devo sforzarmi per essere pessimista», ha esordito, «perché i numeri ci dicono che l’Italia è oggi la realtà economica più in salute d’Europa e del G7. Abbiamo il tasso di disoccupazione più basso dal 2004, un’occupazione femminile mai così alta e una crescita del Pil 2023 rivista dall’Istat all’1%, il doppio della media dell’Eurozona in quell’anno».
Fazzolari ha poi ricordato come le risorse risparmiate con la cancellazione dello sconto sulle accise sui carburanti siano state destinate ad aumentare di 10 miliardi il fondo sanitario nazionale.
Anche con questi risultati, ha precisato, «la prossima legge di bilancio non sarà facile: le risorse sono limitate, ma abbiamo dimostrato che con scelte attente, anche impopolari, è possibile risanare i conti e ottenere risultati duraturi».
Nel suo intervento, il sottosegretario ha affrontato il tema dei dazi americani: «Per l’Italia i dazi non sono mai una buona notizia perché siamo un Paese votato all’export. Tuttavia, le tariffe del 15% imposte dagli Stati Uniti non sono un ostacolo insormontabile: i nostri prodotti hanno un tale valore aggiunto che l’impatto può essere in parte assorbito lungo la catena del valore».
Fazzolari ha terminato con un invito alla prudenza nelle relazioni internazionali, evidenziando come Italia e Germania, principali esportatori verso gli Usa, abbiano interesse a evitare tensioni commerciali. Più che i dazi, ha concluso, «potrebbe pesare il tasso di cambio euro-dollaro, che rischia di incidere molto più delle tariffe doganali».
Bergamotto, sottosegretario di Stato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha evidenziato come l’Italia sia tornata a essere attrattiva per gli investitori esteri, sottolineando che «solo nel 2024 sono arrivati circa 35 miliardi di investimenti, un risultato reso possibile dalla stabilità politica ed economica che il Paese è riuscito a garantire».
Il sottosegretario ha però richiamato l’attenzione sui rischi occupazionali legati alle politiche economiche europee: «L’impatto del Green deal», ha avvertito, «rischia di portare a un esubero di 270.000 posti di lavoro in Europa e circa 70.000 in Italia concentrati nella produzione automobilistica e nel suo indotto».
In questo contesto, Bergamotto ha ricordato l’apertura al Ministero delle Imprese di un tavolo sull’automotive con Stellantis, nato per fronteggiare la contrazione del mercato dell’elettrico e per garantire un percorso di rilancio industriale visto che, diversamente da Germania e Francia, l’Italia non ha altri produttori nazionali. «Il 2025 sarà un anno di transizione in cui il governo stanzierà 6 miliardi per le forniture della componentistica auto italiana e circa 2 miliardi di investimenti, con la prospettiva che dal 2026 si avvii la produzione non solo di veicoli elettrici ma anche ibridi», ha spiegato, affermando che il governo sta valutando ulteriori aiuti per le imprese in difficoltà a causa della transizione energetica e dei dazi americani. (riproduzione riservata)