Il mercato obbligazionario dell’Eurozona registra una chiusura sui livelli precedenti, dopo che nella mattinata i rendimenti erano scesi con la flessione dei listini azionari. L’indice Zew tedesco ampiamente sotto al consenso ha pesato sul riallineamento dei tassi, dato che l’intervento da parte della Bce diventa a questo punto indispensabile per il sostegno dell’economia. Anche se nei mesi scorsi l’economia dell’area euro ha registrato una performance abbastanza solida, le aziende esportatrici non stanno beneficiando come si sperava della debolezza dell’euro, e l’incertezza a livello globale diventa così un chiaro rischio al ribasso. Il tasso del Bund decennale si è attestato in rialzo allo 0,591%, mentre il Btp italiano ha chiuso stabile all’1,66, per uno spread a 107 pt. Sul fronte macro si evidenzia il calo dell’indice Zew a 1,9 pt rispetto il 6,5 atteso dalle stime, e ai 12,1 registrati a settembre, dimostrando che lo scandalo Volkswagen e la crescita debole degli emergenti stanno influenzando l’outlook economico della Germania. Inoltre l’indice dei prezzi al consumo tedesco è calato dello 0,2% a livello mensile ed è rimasto invariato su base annuale, mentre il tasso di inflazione in Gran Bretagna è sceso dello 0,1% annuale; il rendimento del Gilt a 10 anni è salito così all’1,83%. Sul primario le aste di Btp sono state positive, con buoni bid-to-cover e rendimenti in netto calo sui titoli a 7 e 15 anni. Bene anche il nuovo triennale italiano che ha ottenuto una buona copertura; si segnala infine l’emissione dell’Olanda, che ha collocato 1,6 mld di Dsl decennali con tasso allo 0,743%, in netto calo dal piazzamento di luglio. (riproduzione riservata)