Martedì poco mosso per i bond europei. Nella giornata in cui la Grecia registra un’altra apertura rovinosa (in calo di oltre il 4%) e l’azionario perde terreno, l’obbligazionario resta fermo con volumi decisamente contentenuti. Prosegue comunque il trend positivo dei bond italiani con il tasso del Btp quinquennale che chiude al ribasso allo 0,77%, il tasso decennale all’1,78% e il trentennale al 2,83%; il rendimento del Bund a 10 anni si è attestato allo 0,636%. Da segnalare il record negativo del Btp a due anni che tocca area 0,7%, mentre gli spread Btp/Bund e il Bonos/Bund non variano, e rimangono nei livelli di 114 e 126 punti rispettivamente. Sul fronte macroeconomico europeo gli ultimi dati Eurostat registrano una discesa mensile a giugno dello 0,1% dei prezzi alla produzione: l’indice dell’Eurozona si è attestato a -2,20% rispetto al -2,00% del mese precedente, in linea con il consenso degli economisti; il dato preannuncia nuove pressioni ribassiste sull’inflazione dell’area euro, ritenuta già pericolosamente debole. La manovra di QE messa in atto da Draghi dovrebbe risollevare il carovita a livelli più accettabili, e favorire l’ascesa dell’inflazione dei prezzi al consumo in prossimità del 2%, ma la pubblicazione dei nuovi dati e le flessioni dell’inflazione dei mesi precedenti, non fanno pensare ad un obiettivo raggiungibile nel breve termine. In America i dati macro deludenti e il calo del greggio hanno contribuito alla discesa del Treasury decennale che segna il minimo da due mesi e che tratta ora al 2,15%, anche se il driver americano della settimana sarà la pubblicazione dei non farm payroll di venerdì. (riproduzione riservata)