Instabilità sull’obbligazionario. Dopo la difficile giornata di ieri, resta ancora molto alta la volatilità sul mercato dei bond, scosso anche della lunga lista di dati macro in agenda oggi. I rendimenti sono rimasti in terreno negativo fino all’uscita del dati americani. Il movimento al rialzo del petrolio e il deprezzamento del dollaro hanno creato agitazione tra gli investitori di titoli a reddito fisso, che hanno ricominciato a vendere. Nel mirino sempre il Bund decennale tedesco, che ha chiuso al rialzo allo 0,720% mentre è tornato positivo il rendimento sul quadriennale. Movimenti variegati lungo la curva italiana: stabile il rendimento quinquennale allo 0,806%, mentre è salito il decennale (1,90%) e soprattutto il trentennale che ha toccato nuovamente il 3%. Stazionari gli spread periferici: Btp/Bund e Bonos/Bund a 117pb. Sotto la lente del mercato i dati sul Pil del primo trimestre: la crescita dell’eurozona sale allo 0,4%, inversione di tendenza ma scarso entusiasmo per l’Italia (+0,3%), delude la Germania (0,3%), molto bene la Francia (0,6%). La fragilità della ripresa italiana è confermata dalla deflazione di aprile: secondo l’Istat l’indice dei prezzi si attesta allo -0,1% su base annua. Sul primario italiano, il Tesoro ha collocato con successo 7 mld di Btp a medio-lungo termine con la domanda che si conferma solida. I rendimenti si sono attestati tutti al rialzo: triennale allo 0,32%, settennali all’1,31%, quindicennali al 2,32% e trentennali al 2,92%. Bene anche l’asta tedesca di 2,5 mld di Bund decennali allo 0,65% (era 0,13% ad aprile) con il bid-to-cover a 1,3. (riproduzione riservata)