Dopo la pubblicazione delle minute della Fed, in cui è emerso il tono accomodante della banca centrale americana, i listini si sono attestati in positivo, mentre l’obbligazionario è rimasto generalmente invariato. Mentre i rendimenti dei Paesi periferici si sono stabilizzati sui valori precedenti, moderate vendite si sono viste sui core. Nella giornata di venerdì il membro votante del Fomc Lockhart ha dichiarato che la situazione economica è molto ambigua e si dovranno quindi attendere i dati americani in arrivo, anche se la crescita Usa rimane su un percorso soddisfacente. Sul fronte Bce si è invece espresso il capo economista Peter Praet, che ha enunciato perplessità sul clima negativo che regna sulle prospettive di crescita, il quale rischia di indebolire le misure di politica monetaria, inducendo le famiglie e imprese a ritardare i piani di spesa. Sul finale di settimana il tasso del Bund decennale si è attestato in rialzo allo 0,622%, mentre quello del Btp a 10 anni ha chiuso all’1,70%, per uno spread contratto a 108 pt. Dai dati macro arriva il calo della produzione industriale italiana dello 0,5% ad agosto rispetto al mese precedente, ma che registra un rialzo dell’1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Mentre il consenso indicava un calo dello 0,3% mensile, alcuni esperti sostengono che il mese di riferimento sia poco significativo, dato che la produzione italiana risente di forte stagionalità. Sul fronte americano invece il rendimento del Treasury a 10 anni tratta al 2,11%, dopo che le scorte di magazzino all’ingrosso sono cresciute dello 0,1%, in linea con le stime, e sulla scia della flessione dei prezzi import negli Usa dello 0,1% a settembre. (riproduzione riservata)