Il tassi obbligazionari dei Paesi periferici del Vecchio Continente si sono attestati in rialzo, dopo l’annuncio delle dimissioni del primo ministro ellenico di giovedì sera. Il leader greco Alexis Tsipras ha dichiarato di voler andare al voto anticipato il 20 settembre prossimo, ammettendo che i negoziati con i creditori sono stati difficili e che l’esito non è stato esattamente quello sperato. Secondo i sondaggi, la decisione sarebbe mirata ad ottenere una maggioranza più stabile, ma il secondario italiano risente delle tensioni elleniche, e registra un fine di settimana nel segno della debolezza: mentre il bund decennale vede il rendimento scendere nella mattinata sotto quota 0,60%, chiudendo poi in leggero ribasso allo 0,570%, lo spread Italia-Germania è arrivato poco sotto i 130 punti base, al massimo da oltre un mese, e si è attestato a 128 pt. I rendimenti italiani infatti, hanno chiuso in rialzo, con il Btp quinquennale allo 0,86%, il decennale all’1,86% e il trentennale al 2,81%. Sulla stessa onda la Spagna ha visto il Bonos decennale attestarsi al 2,01%, per un differenziale col titolo tedesco a quota 143. Secondo gli analisti però, la pesantezza del reddito fisso italiano sarebbe attribuibile anche ai dati sconfortanti che arrivano da Pechino, dopo che le borse asiatiche sono state penalizzate dagli indici manifatturieri nettamente in calo. Sul fronte dei dati macroeconomici, l’indice Pmi preliminare dell’area euro si è attestato ad agosto a 54,1 pt, in rialzo rispetto al dato definitivo di luglio e al consenso a 53,8 pt, mentre sempre nella lettura preliminare, l’indice di fiducia dei consumatori di questo mese è sceso di 6,8 punti. (riproduzione riservata)