Continua la fase di appetito degli investitori per il debito periferico, come confermato dal buon risultato dei Btp nei collocamenti odierni. Dopo la buona accoglienza dei Bot di ieri, infatti, il Tesoro di via XX settembre è tornato sul primario con le consuete aste di metà mese, offrendo titoli a medio e lungo termine.
Nel dettaglio, il ministero dell'Economia ha venduto 7,22 miliardi di euro, collocandosi poco sotto il target massimo dei 7,5 miliardi prefissati. Il risultato delle aste italiane è stato piuttosto buono, in particolare per i Btp a lunga scadenza, che hanno registrato un rialzo dei Bid-to-cover e una diminuzione dei tassi. Il Tesoro di Roma ha emesso 3,5 miliardi di euro di titoli a dicembre 2016, aggiornando nuovi minimi storici allo 0,93% e con Bid-to-cover a 1,41; la carta a maggio 2021 è stata venduta per 2,5 miliardi di euro, con rendimento in riduzione al 2,44% e con un rapporto di copertura pari a 1,47, mentre i Btp al 2044 sono stati collocati al 4,27%, con Bid-to-cover a 1,51.
A dispetto del buon esito sul primario, sul secondario lo spread inverte rotta e, dopo un’apertura pressoché stabile a 165 punti base, risale a 170 centesimi, per un tasso retributivo pari al 3,22%. La Spagna si ferma a 168 basis points dal Bund, per un rendimento del Bono iberico al 3,19%.
L’agenda macro di oggi offre spunti di riflessione sull’andamento dei prezzi nell’Eurozona. Sono stati infatti resi noti in giornata i dati relativi all’inflazione di Spagna e Germania, che gettano ombre sull’andamento dei prezzi nell’intera area della moneta unica. In Spagna, infatti, l'inflazione frena a marzo a -0,1% su base annua, a fronte di un atteso -0,2% e di un livello dei prezzi invariato nel mese precedente. In Germania, invece, l'inflazione è scesa all'1% annuale a marzo, contro l’1,2% di febbraio, raggiungendo così il minimo da oltre tre anni.
Fra i dati statunitensi, si segnala la risalita dei prezzi alla produzione, dopo il -0,1% di febbraio; a marzo, infatti, i prezzi alla produzione sono cresciuti dello 0,5% mensile, sui massimi da 9 mesi, a fronte di un atteso rialzo dello 0,1%. Buone notizie anche dall’indice preliminare della fiducia dei consumatori statunitensi, in rialzo ad aprile a 82,6 punti contro gli 80 di marzo.
Sul MOT i titoli di Stato peggiori sono gli indicizzati BTPI TF 2,35% ST24 E e BTPI-15ST23 2,6%, che cedono rispettivamente lo 0,56% e lo 0,51%, seguiti dal –0,48 del BTP-1MZ26 4,5%. In testa ai migliori si posiziona il CCT TF 3% DC16 EUR, che guadagna ben l’1,05%; a seguire il BOT ZC MG14 S EUR e il BOT ZC AG14 S EUR, che scambiano poco sopra la parità. Migliori titoli del debito corporate sono invece RBS DC24 ROYAL 220 e RBS LG25 ROYAL TOP I. in progresso rispettivamente del 2,82% il primo e dell’1,18% il secondo. Nella classifica dei peggiori ritroviamo MOVIEMAX TF 8% DC19, in rosso del 10,52%, e MEDIOBANCA MB9 INDEX, che cede il 2,06%.