Gli ordini tedeschi deludono le attese: nel settore manifatturiero in Germania sono calati dell’1% su base annuale. Il dato è decisamente inferiore alle aspettative (+1% m/m), si tratta del terzo ribasso mensile consecutivo. L’analista di Commerzbank ha affermato che nei prossimi mesi la crescita dell’economia di Berlino resterà debole, nel migliore dei casi. Lo spread Btp/Bund ha infatti trattato 98,812 punti base, poco sotto il massimo intraday a 97,915. Il rendimento del Bund decennale ha chiuso nella giornata di Giovedì a 0,615%, in lieve rialzo il Btp decennale a 1,607%. Nel frattempo la Banca centrale europea, ha sottolineato che il programma di Qe è dotato di flessibilità sufficiente da poterne adeguare dimensioni, composizione e durata. Tuttavia, avverte anche che la flessibilità concessa dalla Commissione Ue all’Italia, in virtù del piano di riforme presentato, rischia di essere controproducente e richiede un attento monitoraggio nell’attuazione degli impegni del governo. Inoltre, Vito Costancio, vicepresidente della Bce ha affermato che le recenti evoluzioni degli indicatori sul mercato tendono a sollevare preoccupazioni di un disancoramento delle aspettative di lungo termine sull’inflazione nell’area euro. Tuttavia, Mario Draghi ha rassicurato il mercato mettendo in evidenza la necessità di analizzare l’intensità e la persistenza dei fattori che attualmente rallentano la ripresa dell’inflazione e sostenendo inoltre che la Bce ha numerosi strumenti per aggiustare il tiro. Il banchiere della Bce ha invitato a concentrarsi su un nuovo patto che impedisca il riemergere delle sfide appena affrontate e che rafforzi l’architettura costituzionale dell’area euro. (riproduzione riservata)