
Unicredit bank ha recentemente quotato sul SeDeX 100 nuovi certificati Bonus, che sono andati ad aggiornare la gamma di strumenti a capitale condizionatamente protetto dell’operatore italiano. Nel dettaglio, la proposta ha riguardato 31 Bonus Cap su titoli e otto su indici, sei Top Bonus su azioni e cinque su indici, 41 Reverse Bonus Cap su azioni e nove su indici, con scadenze suddivise tra dicembre 2023, giugno, settembre, dicembre 2024 e dicembre 2025.
Il primo gruppo, quello dei Bonus Cap, comprende 16 certificati su azioni italiane ed europee, 15 su titoli quotati a Wall Street e otto sugli indici Ftse Mib, EuroStoxx Auto, EuroStoxx Banks, EuroStoxx Utilities, EuroStoxx50, Nasdaq100 e S&P500, con barriere poste al 50%, 55%, 60%, 65%, 70% o 75% dello strike, a seconda dello strumento. La struttura non contiene particolari elementi di novità, ma prevede, com’è noto, il pagamento di un premio prefissato a scadenza vincolato al rispetto di un limite massimo di perdita da parte del sottostante durante tutta la vita del certificato: il livello barriera non dovrà essere mai ceduto, nemmeno a livello intraday, in alcun momento di nessuna seduta di borsa compresa tra la data di emissione e quella di valutazione finale. Se questo scenario dovesse invece verificarsi anche solo una volta, si perderà il diritto al premio previsto, così come alla garanzia del rimborso a scadenza del valore nominale: a quel punto il payoff sarà infatti definito in proporzione alla performance che lo stesso sottostante avrà maturato alla data di valutazione finale, fermo restando un limite massimo di rimborso definito dal Cap, che per tutti coincide con il livello Bonus. Potrebbe infatti accadere che il sottostante comprometta la barriera magari nella parte iniziale della vita del certificato, per poi rilanciarsi oltre lo strike e quindi maturare a scadenza un saldo positivo: in questo scenario il guadagno registrato dal sottostante sarà replicato dal certificato, ma solo fino al Cap. Entrando un po’ più nel dettaglio di questa tranche, il premio minimo è del 6% lordo e potrà essere pagato dal Bonus Cap su Alphabet con scadenza giugno 2024, mentre quello massimo è pari al 30% lordo e potrà essere pagato dal certificato su Plug Power sempre con scadenza giugno 2024.
Per quanto riguarda invece il gruppo dei Top Bonus, l’emissione comprende quattro certificati su azioni italiane ed europee (Telecom, Unicredit e Varta), due su titoli quotati a Wall Street (Netflix e Nvidia) e cinque sugli indici EuroStoxx50, EuroStoxx Banks, EuroStoxx Oil&Gas ed EuroStoxx Select Dividend 30, con barriere poste al 50%, 60% o 65% dello strike a seconda dello strumento. Questa classe di prodotti ha una struttura simile alla precedente, con un’unica differenza molto significativa dettata dalla natura discreta della barriera, che non avrà cioè alcun effetto durante la vita dei certificati, ma potrà compromettere il pagamento del premio e la protezione del capitale solo se ceduta nella data di valutazione finale. Per assurdo, un titolo potrebbe stazionare stabilmente al di sotto della soglia di knock-out, ammettendo comunque il pagamento del Bonus a scadenza a patto che proprio nella data di valutazione finale sappia riportarsi oltre la barriera. A parità di altre condizioni, questa classe di certificati imporrà un rischio di knock-out decisamente inferiore rispetto ai Bonus Cap e per questo sarà meno redditizia. Nel dettaglio di questa serie, il premio minimo è pari al 4% lordo e potrà essere pagato dal Top Bonus sull’EuroStoxx Select Dividend 30 con scadenza settembre 2024, mentre quello massimo è pari al 23,5% lordo e potrà essere pagato dal certificato su Varta con scadenza giugno 2024.
Per quanto riguarda infine il gruppo dei Reverse Bonus, l’emissione comprende 22 certificati su azioni italiane ed europee, 19 su titoli quotati a Wall Street e nove sugli indici Dax, EuroStoxx Auto, EuroStoxx Banks, EuroStoxx Oil&Gas, EuroStoxx Utilities, EuroStoxx50, Ftse Mib, Nasdaq100 e S&P500, con barriere poste al 120%, 125%, 130%, 140% o 150% dei rispettivi strike. In questo caso la logica è ribaltata rispetto a quella dei Bonus Cap: il premio e la protezione del capitale saranno cioè garantiti finché il sottostante non supererà al rialzo un limite massimo di guadagno. La soglia di knock-out è di nuovo di tipo continuo e dovrà essere rispettata durante tutta la vita dei certificati: in caso contrario il rimborso prevede una partecipazione inversa alla performance finale del sottostante alla data di valutazione finale, fermo restando anche qui un limite massimo definito dal Cap. (riproduzione riservata)