
Lo scorso 10 luglio Bnp Paribas ha quotato sul SeDeX 12 Maxi Step-Down Cash Collect su altrettanti panieri «Worst of», tutti con scadenza quadriennale (17 luglio 2030). Prevedono il pagamento di una serie di premi periodici vincolati all’andamento del sottostante, rappresentato qui dall’asset che di volta in volta avrà maturato la performance peggiore all'interno del paniere di riferimento.
Nello specifico, a partire dal 15 gennaio 2027, questi 12 certificati potranno pagare un premio trimestrale compreso tra l’1% e l’1,5% lordo, a seconda dello strumento: gli importi saranno corrisposti nelle date in cui nemmeno il titolo peggiore chiuderà al di sotto della rispettiva barriera, posta al 30%, 45%, 50%, 55% o 60% del valore iniziale. In sostanza, se nessuna delle azioni in gioco avrà maturato una perdita superiore al limite previsto, l’importo trimestrale sarà pagato, mentre in caso contrario non sarà corrisposto. Da notare che i premi saranno tutelati dal cosiddetto «effetto memoria»: ogni cedola non incassata potrà essere cioè sempre recuperata alla prima occasione utile ed eventualmente anche a scadenza, quando la condizione di pagamento dovesse risultare nuovamente rispettata.
Oltre al pagamento di questi premi periodici è previsto anche lo stacco di un importo maggiorato, appunto «Maxi», che sarà di tipo incondizionato e sarà pagato il 18 settembre prossimo indipendentemente dallo scenario di mercato: è il primo della serie di premi trimestrali previsti, anche se si distingue per il fatto di non dover sottostare ad alcuna condizione accessoria e soprattutto per l’ammontare, che va da un minimo del 17,50% lordo del certificato su Aegon, Generali, Munich RE e Unipol a un massimo del 20% lordo di ben cinque prodotti di questa serie.
Alla fine del primo anno (17 luglio 2027) si attiverà inoltre una classica opzione di esercizio anticipato, associata a una soglia limite di tipo Step-Down, che partirà dal 100% dello strike per poi diminuire di cinque punti ogni quattro trimestri (un anno), fino ad arrivare eventualmente al 90%. Quando questa condizione si dovesse verificare, il certificato sarà rimborsato al suo valore nominale (100 euro) e pagherà il premio di competenza più quelli eventualmente in memoria.
A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi due scenari alternativi: a) se i titoli in gioco rispetteranno tutti la barriera, il certificato sarà di nuovo liquidato al suo valore nominale, maggiorato dell’ultimo premio trimestrale e di quelli eventualmente non corrisposti; b) se anche un solo titolo chiuderà invece sotto la barriera, il certificato pagherà un importo commisurato alla performance del titolo peggiore. (riproduzione riservata)