
La settimana scorsa Unicredit bank ha quotato sul SeDeX 23 nuovi Bonus su singoli titoli azionari, di cui 13 nella versione Bonus Cap, quindi con barriera continua valida a livello intraday, e nove nella versione Top Bonus, cioè con barriera discreta, valida solo a scadenza. Per quanto riguarda il primo gruppo, le scadenze sono suddivise tra dicembre 2026 e giugno 2027, mentre le barriere sono collocate al 55%, 60% o 65% del valore iniziale del sottostante, a seconda dello strumento. Perché il premio finale sia effettivamente corrisposto, tale soglia di knock-out non dovrà essere mai ceduta durante tutta la durata dell’investimento, nemmeno a livello intraday. Al contrario, il certificato finirà per replicare la performance del sottostante, con un limite di rimborso massimo (Cap) fissato allo stesso livello del Bonus.
Per quanto riguarda invece il secondo gruppo, la scadenza è fissata per tutti a giugno 2027, mentre le barriere sono collocate al 65% o 70% dello strike. Come detto, in questo secondo caso la soglia di knock avrà validità solo alla data di valutazione finale: a) se in tale occasione il sottostante non avrà maturato una perdita superiore al 35% o 30%, il certificato pagherà il premio previsto, mentre in caso contrario replicherà la perdita del sottostante stesso.
La gamma di Unicredit si è inoltre arricchita di cinque nuovi Fixed Cash Collect su titoli tecnologici Usa (Amd, Nvidia, Oracle, Palantir Tech. e Strategy Inc.). Hanno tutti una durata biennale (18 maggio 2028) e non prevedono alcuna opzione di esercizio anticipato. Con cadenza mensile, partendo dal prossimo 25 giugno, questi prodotti pagheranno una serie di premi mensili di tipo incondizionato di ammontare rispettivamente pari a 1,21, 0,74, 1,06, 0,96 e 1,52 euro: tali importi saranno corrisposti indipendentemente dall’andamento dei titoli in gioco, quindi anche in presenza di uno scenario fortemente negativo, con l’unica eccezione del premio a scadenza, che sarà invece di tipo condizionato.
Alla data di valutazione finale potranno infatti verificarsi due scenari alternativi: a) se il sottostante chiuderà a un livello almeno pari alla barriera, posta per tutti al 60% del prezzo di riferimento iniziale, il certificato sarà liquidato al suo valore nominale (100 euro) e pagherà l’ultima cedola mensile; b) se il sottostante chiuderà invece al di sotto della barriera, il certificato rimborserà un importo commisurato alla performance finale del sottostante stesso e non pagherà l’ultima cedola, imponendo di fatto un risultato negativo, solo in parte compensato dai 23 premi pagati nei mesi precedenti, nell'arco dei due anni di durata complessiva dell’investimento. (riproduzione riservata)