
A fine luglio Bnp Paribas ha quotato sul SeDeX 20 nuovi certificati a rendimento cedolare denominati «Premi Fissi Cash Collect Callable»: sono legati su panieri di tipo «Worst of» e hanno tutti una scadenza biennale (15 agosto 2028), anche se la durata effettiva dell'investimento dipenderà dalla facoltà discrezionale che l'emittente potrà esercitare con cadenza mensile a partire dalla fine del primo semestre (15 febbraio 2027), grazie alla quale potrà richiamare questi prodotti in anticipo rispetto alla loro scadenza naturale, in corrispondenza di alcune date prefissate e con un preavviso di almeno tre giorni lavorativi. Non si tratta del classico esercizio anticipato automatico, vincolato al rispetto da parte dei sottostanti in gioco di una particolare condizione di mercato, ma dipende da una decisione unilaterale dell’emittente, svincolata da qualunque condizione accessoria. A fronte di questa facoltà, lo stesso emittente può però garantire premi più corposi e/o barriere più generose rispetto a strumenti analoghi che non prevedano l’opzione callable. In caso di richiamo anticipato, l’investimento sarà liquidato al suo importo nozionale (100 euro).
Sempre con cadenza mensile, partendo però già dal prossimo 6 ottobre, questi certificati potranno inoltre pagare una serie di importi addizionali di tipo incondizionato, «premi fissi» appunto, cioè svincolati dall'andamento dei sottostanti in gioco. Anche in presenza di uno scenario di mercato fortemente negativo, l'investimento potrà quindi sempre garantire lo stacco delle cedole mensili previste. Quanto all'ammontare dei premi di questa emissione, vanno da un minimo dello 0,88% lordo (10,56% su base annua) del certificato su Enel, Eni e Unicredit a un massimo del’1,85% (22,20% su base annua) di quello su Intel, Marvell Technology e Sandisk.
Trattandosi di importi incondizionati, potranno garantire anche un utile cuscinetto di protezione nel caso di uno scenario ribassista che dovesse compromettere la barriera. Già perché il rimborso a scadenza di questi prodotti potrà essere declinato in due possibili varianti: a) se nessuno dei titoli di un paniere chiuderà al di sotto della barriera prevista per quel prodotto, il certificato sarà liquidato al suo importo nozionale; b) se anche uno solo dei sottostanti pagherà invece una perdita finale superiore al limite previsto, il certificato rimborserà un importo commisurato alla performance del titolo peggiore. In questo scenario, tutti i premi mensili incassati nel corso dei due anni di vita di questi strumenti potranno permettere di ammortizzare la perdita pagata sul capitale. Da notare che le barriere vanno da un massimo del 60% fino a un minimo addirittura del 20%, peraltro proprio del Cash Collect su Intel, Marvell Technology e Sandisk, cioè quello che prevede il premio più elevato, in virtù dell'elevata volatilità dei titoli coinvolti: in questo caso la protezione dell’importo nozionale sarà garantita fino a ribassi dei sottostanti dell'80%. (riproduzione riservata)