
In settimana l’offerta di Citigroup si è arricchita di due nuove proposte che spiccano soprattutto per la collocazione particolarmente generosa della cosiddetta «barriera capitale», cioè di quella soglia limite che determina fino a che livello di ribasso del sottostante il capitale investito nel relativo certificato risulterà comunque protetto. Nell’occasione, entrambi i certificati appena quotati da Citigroup su Cert-X vantano una barriera posta al 25% del valore iniziale dei titoli coinvolti. Ma andiamo con ordine.
Nel dettaglio, questa nuova proposta comprende due Callable Memory Coupon Barrier su altrettanti panieri di tipo «Worst of», uno composto da tre delle principali azioni italiane (Leonardo, Stellantis e Unicredit), l’altro da un poker di titoli attivi nei settori pharma e medico (Amplifon, Bayer, Moderna e Novo Nordisk). La scadenza è quadriennale (3 e 4 giugno 2030), ma come si può intuire dalla dicitura «Callable», i due prodotti vantano un’opzione discrezionale di richiamo anticipato che potrà essere esercitata dall’emittente una volta al mese a partire dalla fine del primo semestre (27 novembre 2026). Non sarà quindi necessario che si verifichi uno specifico scenario di mercato perché scatti l’esercizio anticipato, ma sarà una decisione unilaterale che l’emittente potrà prendere a sua discrezione. Nel qual caso lo strumento sarà rimborsato al suo valore nominale (1.000 euro) senza alcuna penalizzazione per l’investitore, se non quella di vedersi ridurre la durata dell’investimento.
Sempre con cadenza mensile, partendo però già dal prossimo 29 giugno, i due certificati potranno inoltre pagare una serie di premi condizionati con effetto memoria: il certificato sui titoli italiani pagherà un premio pari all’1% lordo del valore nominale, il 12% lordo annuo, mentre quello sulle azioni del settore pharma pagherà un premio dell’1,20% lordo, pari al 14,40% lordo annuo. Questi importi saranno effettivamente corrisposti nelle occasioni in cui tutti i titoli in gioco rispetteranno la cosiddetta «barriera coupon», posta al 50% del rispettivo valore iniziale. Se nessuna delle azioni avrà quindi maturato una perdita superiore al 50%, il premio sarà pagato, mentre in caso contrario sarà accantonato per poter essere recuperato alla prima occasione utile, eventualmente fino a scadenza.
Alla data di valutazione finale (27 e 28 maggio 2030), potranno infine verificarsi tre diversi scenari: a) rimborso del valore nominale (capitale garantito) e pagamento dei premi di competenza se tutti i titoli rispetteranno la barriera coupon; b) rimborso del solo valore nominale (capitale garantito) se tutti i titoli rispetteranno la barriera capitale, posta come detto al 25%, ma non quella coupon; c) rimborso commisurato alla performance del titolo peggiore, se almeno uno avrà maturato una perdita superiore al 75%. (riproduzione riservata)