
Nuova infornata di certificati d'investimento per Vontobel, che ha quotato sul SeDeX sei nuovi Recovery Bonus Cap su altrettanti singoli titoli azionari (Amplifon, Diasorin, EssilorLuxottica, Kering, Novo Nordisk e Stellantis). La struttura dei Bonus è nota e solitamente non nasconde particolari sorprese, ma nell'occasione merita un approfondimento, soprattutto perché la dicitura «Recovery» solitamente si riferisce a una caratteristica diversa da quella che invece rende unici questi prodotti. Finora, questa qualifica faceva riferimento alla convenzione di pricing adottata dall'emittente, in ragione della quale i certificati vengono emessi a un prezzo inferiore rispetto agli abituali 100 o 1.000 euro, offrendo la prospettiva di un «recupero» (da qui il nome «Recovery») di questo livello chiave: a scadenza, se il sottostante chiuderà a un livello almeno pari alla barriera, verrà corrisposto un importo fisso di 100 euro (o 1.000), che includerà un implicito Bonus rispetto al prezzo di emissione «a sconto».
Nel caso dei Recovery Bonus Cap di Vontobel, la logica è però diversa: in questo caso fa riferimento alla scelta dell'emittente si proporre dei certificati con una barriera posta al 125% del prezzo di riferimento iniziale dei sottostanti: perché il premio finale possa essere incassato, non sarà quindi necessario che l'asset di riferimento rispetti un limite di perdita massima, ma che lo stessa sia in grado di maturare un guadagno minimo, per questa serie almeno pari al 25%. Il termine «Recovery» fa quindi riferimento alla necessità che il sottostante sappia maturare un «recupero» tale da attestarsi oltre la barriera alla data di valutazione finale. Si tratta evidentemente di una condizione più stringente rispetto a quella classica dei Bonus Cap e come tale viene remunerata con premi più elevati: nell'occasione i Bonus vanno infatti da un minimo dell'80% del certificato su EssilorLuxottica a un massimo del 100% di quello su Stellantis.
A titolo di esempio, se il 24 luglio 2030 Stellantis chiuderà a un livello almeno pari a 6,254 euro, avendo quindi guadagnato almeno il 25% dal suo valore iniziale, posto a 5,003 euro, il certificato pagherà un rimborso finale pari a 10,006 euro, garantendo un rendimento finale del 100% rispetto al prezzo di emissione del Bonus, che è pari allo stesso valore iniziale del sottostante. Al contrario, cioè se Stellantis chiuderà al di sotto di 6,254 euro, il certificato pagherà un importo finale commisurato alla performance del sottostante, fermo restando un Cap posto allo stesso livello del Bonus. Da notare che questi sei prodotti hanno tutti una convenzione di pricing che di fatto allinea il prezzo del certificato a quello del sottostante: in caso chiusura inferiore alla barriera, il rimborso sarà quindi facilmente intuibile, in quanto allineato a quello dell'asset di riferimento. A questo proposito, il Bonus su Novo Nordisk gode di una copertura valutaria alla liquidazione, ossia tutti gli importi determinati nella valuta del sottostante (corona danese) saranno convertiti in euro con un rapporto convenzionale fisso di 1:1 (opzione Quanto). (riproduzione riservata)