
La settimana scorsa Société Générale ha ulteriormente ampliato la sua offerta di Discount certificates quotando sul SeDeX altri 40 prodotti, che hanno portato la gamma dell’operatore francese a oltre 300 esemplari, gli unici quotati a Piazza Affari. Curiosamente, SG è infatti ancora l’unica a offrire in Italia questa tipologia di strumenti, da quando li ha reintrodotti a settembre 2022.
Questa nuova tranche coinvolge 15 titoli azionari (Asml Holding, Bayer, Bnp Paribas, Davide Campari, Eni, FinecoBank, Intesa SanPaolo, Nexi, Pirelli&C., Poste Italiane, Snam, Stellantis, Stm, Tenaris e Unicredit), con un'emissione interamente concentrata sulla scadenza del 23 e 24 dicembre 2027. La struttura non riserva sorprese e sempre rimanda al concetto di «sconto», che esprime proprio la peculiarità fondamentale di questi prodotti: i Discount consentono infatti di acquisire un’esposizione rialzista su un determinato sottostante a un prezzo «ribassato» rispetto al suo valore corrente.
Acquistando il certificato ci si espone cioè in modo lineare alla dinamica del titolo prescelto e si può quindi beneficiare di un suo eventuale apprezzamento, così come patire una perdita in caso scenario negativo, partendo però da un «prezzo di carico» ribassato.
Rispetto a un investimento diretto nel titolo, il vantaggio più evidente sta proprio nel prezzo di acquisto «scontato», che offre un ingresso sul mercato a condizioni più vantaggiose, che si traducono anche in un utile cuscinetto di sicurezza in caso di scenario negativo: il prezzo di rimborso a scadenza del certificato sarà infatti comunque pari al valore di riferimento finale del sottostante, ma avendo acquistato il titolo «a sconto», l’eventuale perdita sarà ridotta rispetto a quella che si sarebbe sostenuta investendo direttamente nell’azione.
Per contro, il possessore di un Discount non potrà invece incassare gli eventuali dividendi che saranno distribuiti dal titolo nel corso della vita del certificato e inoltre dovrà accettare una limitazione al rialzo (Cap) nella partecipazione all’eventuale andamento positivo. Già, perché ogni certificato parteciperà sì all'eventuale dinamica rialzista dell'azione di riferimento, ma solo fino a un limite massimo prefissato, superato il quale il rimborso risulterà congelato e pari allo stesso Cap.
Concretamente, alla data di valutazione finale, che per questa serie cadrà il 16 o 17 dicembre 2027, potranno verificarsi due scenari alternativi:
a) se il sottostante chiuderà a un livello pari o superiore al Cap, il certificato sarà liquidato a un prezzo fisso pari, come detto, proprio al Cap. Non si potrà quindi beneficiare dell’eventuale extra-rendimento che il titolo avrà maturato rispetto al limite previsto;
b) se il sottostante chiuderà invece al di sotto del Cap, il certificato sarà liquidato allo stesso prezzo del sottostante, partecipando quindi in modo diretto e lineare al suo andamento. A quel punto, se il titolo chiuderà a un prezzo più alto rispetto a quello di acquisto «scontato» si avrà un guadagno. Se il titolo sarà invece sceso al di sotto del prezzo di acquisto, si avrà una perdita, che sarà però ammortizzata dallo sconto avuto in sede di acquisto. (riproduzione riservata)