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La strada che porta ad un accordo rimane una corsa a ostacoli. Prima di tornare a Bruxelles per l’Eurogruppo, il primo ministro greco ha comunicato che i creditori internazionali hanno respinto le proposte del suo governo. Le dichiarazioni di Tsipras hanno provocato una brusca inversione dell’obbligazionario europeo, con gli investitori che si sono rifugiati verso i bond tedeschi. Gli analisti dell’agenzia S&P credono ancora in un accordo ma i limitati progressi nelle trattative rendono possibile uno scenario di uscita dall’eurozona da parte della Grecia. Secondo Dijssselbloem ci sono molti nodi da risolvere ma la clessidra si sta esaurendo: i margini di flessibilità sono ormai ridotti al minimo e se non si chiude entro domenica i passi successivi diventano imprevedibili. Intanto la Bce ha lasciato invariato il Ela che attualmente si attesta a circa 89mld di euro. Gli acquisti sul Bund hanno trascinato al ribasso il rendimento decennale tedesco che ha chiuso allo 0,844%, seguito dal Treasury intorno al 2,4%. I Btp italiani hanno sofferto subito dopo le dichiarazioni di Tsipras con lo spread Btp/Bund che è schizzato a 143pb, per poi recuperare terreno successivamente: il tasso quinquennale italiano si è attestato all’1,093%, decennale al 2,13% e trentennale al 3,18%. In salita lo spread Bonos/Bund che ha chiuso appaiato al Btp/Bund a 128pb. L’indice Ifo, che misura la fiducia delle imprese tedesche, a giugno è sceso a 107,4pt dai 108,5pt del mese scorso. Il mercato tuttavia ha gli occhi puntati esclusivamente alla situazione ellenica e i dati macro sono passati in secondo piano. Il cambio Eur/Usd ha chiuso a 1,1185. (riproduzione riservata)