La Grecia scuote l’eurozona. I fatti del fine settimana hanno agitato tutte le borse europee e per il mercato obbligazionario si apre una settimana difficile. Con il referendum del prossimo 5 luglio i cittadini ellenici dovranno accettare o meno le proposte dei creditori internazionali. Tuttavia il voto greco prende sempre più le sembianze di una decisione da “dentro o fuori” dall’Europa e dalla moneta unica. La borsa di Atene e le banche nazionali resteranno chiuse tutta la settimana e nel frattempo i titoli di stato greci sono stati sospesi dall’EuroMOT. Domani, con il mancato rimborso al Fmi, scatterebbe la messa in mora ma non il default del Paese. Mercoledì invece la Bce dovrà esprimersi riguardo all’inasprimento degli haircut sulle garanzie per il piano Ela e al momento segue la vicenda greca da vicino. Secondo molti esperti la situazione non è comunque fuori controllo. Gli investitori corrono al riparo e riempiono i portafogli di titoli rifugio, soprattutto bond tedeschi, USA, svizzeri e inglesi. Molto forte il “re” dei titoli core dell’eurozona: il rendimento del Bund decennale tedesco è sceso allo 0,8% mentre il Treasury viaggia intorno al 2,36%. L’onda greca non risparmia l’obbligazionario periferico: in netto rialzo la curva dei tassi italiani con il rendimento quinquennale al 1,27%, Btp decennale al 2,39% e trentennale al 3,37%. Gli spread, schizzati in aria nelle prime ore, sono stati frenati dall’intervento della Bce che ha intensificato gli acquisti in ordine al Qe: Btp/Bund e Bonos/Bund hanno chiuso appaiati a 156p. L’Eur/Usd dopo aver toccato un minimo intraday a 1,0955, ha recuperato terreno a ha chiuso a 1,1180. (riproduzione riservata)