Botta e risposta Atene ed Ue: l’obbligazionario non si scompone e spera nel “si”. Tsipras prosegue la sua campagna elettorale per il “no” al referendum, sostenendo che tale risultato rafforzerebbe la posizione del governo greco sul tavolo di Bruxelles. Il primo ministro ellenico chiede a gran voce un taglio del debito del 30% e precisa che il voto non è sulla permanenza nell’eurozona. Non si è fatta attendere la replica del presidente della Commissione Ue, Juncker, secondo cui il voto negativo di domenica inasprirebbe drammaticamente la situazione greca. Inoltre rimane difficile non pensare al referendum come una chiara espressione del popolo greco sulla moneta unica. I sondaggi continuano a mostrare un testa a testa che si protrarrà fino a domenica. Sul mercato obbligazionario prevale la prudenza e gli acquisti si sono diretti principalmente verso i titoli core: il rendimento decennale del Bund ha chiuso allo 0,794%. Bassi gli scambi sui titoli periferici anche a causa della chiusura delle festività americane: la curva italiana si è mossa solo marginalmente con il tasso quinquennale all’1,23%, decennale al 2,24% e trentennale al 3,24%. Fermi i differenziali con il Btp/Bund a 146pb e Bonos/Bund a 141pb. Il Tesoro italiano ha dichiarato che le vicende elleniche non avranno ripercussioni sulle future aste di collocamento di titoli italiani nel primario. Dal lato macro l’indice Pmi composito dell’eurozona si è attestato a 54,2pt mentre le vendite al dettaglio a maggio sono salite dello 0,2% rispetto al mese precedente e del 2,4% su base annua. Resiste la moneta unica con il cambio Eur/Usd poco mosso a 1,1106. (riproduzione riservata)