
La scorsa settimana Bnp Paribas ha quotato su Cert-X un nuovo certificato a gestione attiva ideato da Websim, la piattaforma digitale di Intermonte dedicata all’innovazione finanziaria. Si tratta di fatto di un benchmark Open End, che replica quindi linearmente e senza alcuna scadenza l’andamento di un sottostante che nell’occasione è rappresentato da un indice proprietario rappresentativo di una strategia d’investimento modificabile nel tempo, denominata Intermonte Global Geopolitical Trends. La gestione attiva dell’indice è in carico al team Advisory di Intermonte, che ha il compito di selezionare e ribilanciare la composizione del paniere in base all’evolversi dello scenario geopolitico, garantendo una flessibilità operativa, unitamente alla liquidità in tempo reale e all’efficienza fiscale tipica dei certificati d’investimento: il trattamento delle plusvalenze come redditi diversi permette infatti la compensazione con eventuali minusvalenze pregresse. Lo strike iniziale dell’AMC Intermonte Global Geopolitical Trends sarà fissato alla chiusura del 15 maggio prossimo e il suo prezzo rimarrà pari al valore nominale di 1.000 euro fino alla data di strike.
Per quanto riguarda il processo di costruzione dell’indice sottostante, si articola in due fasi distinte e complementari. In primo luogo, si parte da un universo molto ampio di oltre 3.000 ETP UCITS quotati in Europa, che viene progressivamente filtrato attraverso criteri quantitativi rigorosi con l’obiettivo di garantire qualità, liquidità ed efficienza operativa degli strumenti selezionati. In questa fase vengono considerati esclusivamente ETP con masse gestite superiori a 100 milioni di euro, volumi medi giornalieri oltre i 300 mila euro e adeguati livelli di negoziazione, monitorati anche attraverso il controllo del bid/ask spread. A ciò si aggiunge un requisito di diversificazione del sottostante, privilegiando strumenti con un numero sufficientemente ampio di componenti, come nel caso degli ETF azionari, che devono avere almeno 20 titoli in portafoglio.

Una volta completata la selezione quantitativa, il processo prevede un’asset allocation tematica, nella quale il team Advisory di Intermonte individua le principali tendenze geopolitiche globali, tra cui materie prime strategiche, energia, difesa, semiconduttori, intelligenza artificiale e oro. Il portafoglio viene poi creato assegnando i pesi agli ETP selezionati con una logica discrezionale, che viene però filtrata attraverso specifici vincoli di rischio e concentrazione: è infatti previsto un limite massimo del 20% per singolo tema e un’esposizione per ciascun ETP generalmente compresa tra il 3% e il 10%, oltre a un controllo del turnover volto a contenere un’eccessiva operatività. Il risultato è un paniere diversificato composto tipicamente da 20 a 30 ETP, pensato per offrire un’esposizione bilanciata e dinamica ai più significativi trend geopolitici globali.
L’obiettivo dichiarato non è quello di anticipare eventi specifici, ma mantenere nel tempo un’esposizione coerente, diversificata e in grado di adattarsi alle correnti strutturali che stanno ridefinendo l’economia globale. Il portafoglio viene infatti ribilanciato con frequenza almeno mensile, consentendo un continuo allineamento allo scenario macroeconomico e geopolitico. (riproduzione riservata)