
In settimana hanno debuttato sul SeDeX 10 nuovi Callable Cash Collect emessi da Goldman Sachs su singoli titoli azionari (Banca Mps, Banco Bpm, Bper Banca, Enel, Eni, Ferrari, Generali, Leonardo, Mediobanca e Unicredit), tutti con scadenza triennale (25 aprile 2028). Non prevedono alcuna opzione di esercizio anticipato di tipo «automatico», legata cioè al rispetto di una condizione prefissata da parte dei sottostanti in gioco, ma la durata effettiva dell’investimento potrà comunque ridursi anche in modo drastico per effetto della cosiddetta opzione «callable», che attribuisce all’emittente una facoltà discrezionale di richiamo anticipato di uno o più strumenti. Questa opzione non implica alcuna particolare aspettativa da parte dell’investitore, che dovrà semplicemente tenere conto del fatto che Goldman Sachs potrebbe decidere di chiudere la posizione prima della scadenza.
All’atto pratico, il richiamo dei prodotti non comporterà in ogni caso alcuna penalizzazione per l’investitore, se non quella di una chiusura prematura dell’investimento: il rendimento previsto sarà però corrisposto in proporzione all’effettiva durata della posizione operativa. Concretamente, a partire dal 16 gennaio 2026, ogni tre mesi l’emittente potrà decidere a sua totale discrezione e con un preavviso non inferiore a 5 giorni lavorativi, di richiamare anticipatamente l’investimento a fronte del pagamento del 100% del valore nominale dello stesso (100 euro), esattamente come accade per i Cash Collect di tipo “autocallable”, dove l’esercizio anticipato è però vincolato a un particolare scenario di mercato, ma per i quali il conseguente rimborso viene poi definito in modo analogo.
Entrando maggiormente del dettaglio dei prodotti appena quotati, prevedono tutti il pagamento di un massimo di 12 premi trimestrali di tipo incondizionato, che saranno corrisposti a partire già dal prossimo 21 luglio, indipendentemente dal comportamento del sottostante in gioco: gli importi previsti vanno da un minimo dell’1% lordo (il 4% lordo annuo) a un massimo del 2,25% lordo (il 9% lordo annuo). I primi tre importi saranno garantiti, mentre successivamente saranno vincolati al fatto che i certificati non vengano richiamati dall’emittente: in caso di rimborso, infatti, i premi di competenza dei mesi successivi alla data di richiamo non potranno più essere corrisposti.
A scadenza, quindi in caso di mancato richiamo anticipato, potranno infine verificarsi due scenari alternativi di rimborso: a) se il sottostante chiuderà a un livello almeno pari alla barriera, posta per tutti al 50% del rispettivo valore iniziale, il rimborso sarà pari al prezzo di emissione (100 euro); b) se il sottostante chiuderà invece al di sotto della barriera, il rimborso sarà commisurato alla perdita finale maturata dal titolo, che sarà evidentemente superiore al 50%. In entrambi gli scenari sarà comunque sempre pagato l’ultimo premio trimestrale di competenza. (riproduzione riservata)