
A metà luglio Bnp Paribas ha quotato sul SeDeX una nuova tranche di 16 certificati Maxi Cash Collect su altrettanti panieri composti da tre o quattro titoli azionari, tutti con scadenza triennale (16 luglio 2027). Prevedono il pagamento di una serie di premi periodici prefissati, vincolati all’andamento del sottostante, che in questo caso è rappresentato dal titolo di ogni paniere che di volta in volta farà registrare la performance peggiore nelle diverse date di valutazione previste: sarà infatti sufficiente che una sola azione del paniere non rispetti la condizione di pagamento, perché l’importo addizionale non venga effettivamente distribuito. Nel caso specifico, questi 16 certificati prevedono tutti il pagamento di un premio lordo trimestrale dell’1% lordo: questi importi potranno essere corrisposti a partire dal 27 gennaio del prossimo anno, se nelle date di valutazione previste nessun titolo del paniere chiuderà al di sotto della barriera, posta al 40%, 45%, 55% o 60% del rispettivo valore iniziale, a seconda dello strumento. In sostanza, se nemmeno la peggiore delle tre o quattro azioni in gioco («criterio Worst of») avrà maturato una perdita superiore al 60%, 55%, 45% o 40% rispetto allo strike del certificato, l’importo trimestrale sarà pagato, mentre in caso contrario non sarà distribuito. Grazie alla presenza dell’effetto memoria, tutti gli importi eventualmente non corrisposti potranno però essere sempre recuperati alla prima occasione utile, in una delle date di valutazione successive o anche a scadenza, nel momento in cui la condizione di pagamento dovesse risultare nuovamente verificata. Sarà quindi sufficiente che i titoli di un paniere rispettino la barriera anche solo alla data di valutazione finale (16 luglio 2027), perché i certificati possano comunque pagare tutti gli importi dovuti.
Accanto al tradizionale stacco di questi premi periodici è inoltre previsto il pagamento di un unico cosiddetto «Maxi Premio», da cui ha origine la denominazione “Maxi Cash Collect”: questo importo si distingue dagli altri per il suo ammontare e, in questo caso specifico, anche per il fatto di essere di tipo incondizionato. Sarà pagato il prossimo 27 settembre e, di fatto, può essere considerato il primo della serie di coupon trimestrali previsti da questa emissione, anche se il suo ammontare sarà compreso tra il 16,50% e il 20% lordo e, come detto, a differenza degli altri, non dovrà sottostare ad alcuna condizione di pagamento.
Sempre con cadenza trimestrale, partendo però solo dalla fine del primo anno (25 luglio 2025), è inoltre prevista una classica opzione di esercizio anticipato, che si potrà realizzare se in una delle date di valutazione previste i titoli in gioco faranno registrare tutti una performance non negativa, cioè chiuderanno tutti a un livello almeno pari al 100% del rispettivo valore iniziale. Nel momento in cui questa condizione si dovesse verificare, il certificato sarà rimborsato al suo valore nominale (100 euro), pagando il premio di competenza del trimestre in corso e quelli precedenti eventualmente accantonati in memoria, la cui condizione di pagamento risulterà implicitamente verificata. Al contrario, lo strumento continuerà regolarmente la sua vita almeno fino alla data di valutazione successiva, quando si riproporrà un’analoga verifica.
A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi due scenari alternativi: a) se i titoli di un paniere chiuderanno tutti a un livello almeno pari alla rispettiva barriera, il certificato sarà di nuovo liquidato al suo valore nominale (100 euro), maggiorato dell’ultimo premio trimestrale e di quelli precedenti eventualmente non corrisposti; b) se anche uno solo dei titoli in gioco chiuderà invece al di sotto della barriera, il certificato rimborserà un importo commisurato alla performance del titolo peggiore, imponendo di fatto un risultato negativo, che sarà peraltro in parte attenuato dal Maxi Premio garantito incassato alla fine del primo trimestre e dagli altri importi trimestrali eventualmente incassati nel corso dei tre anni. (riproduzione riservata)