
Société Générale ha recentemente arricchito la sua gamma di prodotti d’investimento quotando sul SeDeX una nuova tranche di 60 Discount certificates, che hanno portato l’intera gamma a oltre 230 esemplari: al momento l’operatore francese è ancora l’unico a offrire in Italia questa tipologia di strumenti, che offrono un approccio alternativo rispetto ai più diffusi certificati a rendimento cedolare o a capitale protetto.
La logica è molto intuitiva ed è espressa in modo chiaro anche dalla loro denominazione, che rimanda al concetto di “sconto” e che esprime proprio la peculiarità fondamentale di questi prodotti: di fatto, i Discount certificates consentono di acquisire un’esposizione rialzista su un determinato sottostante a un prezzo “ribassato” rispetto al suo valore di mercato. Acquistando il certificato ci si espone in modo lineare alla dinamica del titolo prescelto e si può quindi beneficiare di un suo eventuale apprezzamento. Rispetto a un investimento diretto nel sottostante, il vantaggio più evidente sta proprio nel prezzo di acquisto “scontato”, che offre un ingresso sul titolo a condizioni migliori rispetto a quelle correnti e questo si traduce anche in un utile cuscinetto di sicurezza in caso di scenario negativo, perché il prezzo di rimborso a scadenza del certificato sarà comunque pari al valore di riferimento finale del sottostante e quindi, avendo acquistato il titolo “a sconto”, anche l’eventuale perdita sarà ridotta rispetto a quella che si sarebbe dovuta sostenere investendo direttamente nell’azione: un’eventuale discesa dei prezzi sarà in parte ammortizzata dallo sconto stesso. Per contro, il possessore di un Discount non potrà invece incassare gli eventuali dividendi che saranno distribuiti dal sottostante nel corso della vita del certificato e soprattutto dovrà accettare una limitazione al rialzo (Cap) nella partecipazione all’eventuale andamento positivo del titolo.
Concretamente, alla data di valutazione finale, che per questa serie cadrà il 18 dicembre 2025, potranno verificarsi due scenari alternativi: a) se il sottostante chiuderà a un livello pari o superiore al Cap, il certificato sarà liquidato a un prezzo fisso pari proprio al Cap. Non si potrà quindi beneficiare dell’eventuale extra-rendimento che il titolo avrà maturato rispetto al limite previsto; b) se il sottostante chiuderà invece al di sotto del Cap, il certificato sarà liquidato, come detto, allo stesso prezzo del sottostante, partecipando quindi in modo diretto e lineare al suo andamento. A quel punto, se il titolo chiuderà a un prezzo più alto rispetto a quello di acquisto “scontato” si avrà un guadagno, che sarà inoltre superiore a quello di un investimento diretto nel sottostante. Se il titolo sarà invece sceso al di sotto del prezzo di acquisto, si avrà una perdita, che allo stesso modo sarà però ammortizzata dallo sconto avuto in sede di acquisto. (riproduzione riservata)