Torna la calma sull’obbligazionario. Le quotazioni dei bond europei tornano a salire, chiudendo così una turbolenta settimana di sell-off. Una correzione dei tassi era piuttosto prevedibile, date le notizie macro e politiche di oggi. Il successo di Cameron in UK ha prodotto uno shift al ribasso di tutta la curva inglese: JPMorgan ha rivisto le sue previsioni di un aumento dei tassi nel prossimo anno a 50 pb, rispetto ai 75 pb stimati in precedenza. Sotto la lente del mercato il dato sui payroll americano, che sembra poter definitivamente allontanare la remota possibilità di un rialzo dei tassi già a giugno da parte della Fed: nel frattempo crollano anche i rendimenti sui Treasury. Rassicuranti le parole di Draghi che conferma il regolare avanzamento del QE sottolineandone l’elevata flessibilità in caso di variazione delle circostanze nell’eurozona. In attesa dell’Eurogruppo di lunedì, il titolo biennale greco è stabile intorno al 20% mentre il rendimento sul Bund decennale torna finalmente a scendere e ha chiuso a 0,545%. In netto calo la pressione sulle lunghe scadenze dei bond periferci, con la curva italiana che ha chiuso tutta al ribasso: il rendimento biennale è sceso a 0,160%, il decennale a 1,68% e il trentennale a 2,72%. Poco mossi gli spread, con il Btp/Bund a 114 pb e il Bonos/Bund a 114 pb. Incoraggianti infine i dati Istat sulla produzione industriale italiana, con il settore automobilistico in lampante crescita da sei mesi. Tra gli appuntamenti della prossima settimana in evidenza l’Eurogruppo di lunedì e il primario italiano, con le aste di Bot a 12 mesi e Btp a lunga scadenza. (riproduzione riservata)