Nella giornata odierna l’Eurostat ha reso noti i dati relativi all’inflazione nell’area euro. Nel mese di settembre, secondo la stima definitiva, l’indice di crescita dei prezzi si è attestato al +0,3% annuo, in rallentamento di 0,1 punti rispetto al mese precedente. Il dato, ora ai minimi da ottobre 2009, ha incrementato i timori di un rischio deflazione per il Vecchio Continente ed ha smentito le stime preliminari di qualche mese fa che auspicavano una ripresa progressiva dell’indice negli ultimi mesi del 2014. Sempre sul fronte macroeconomico odierno, l’Eurostat ha certificato per il mese di agosto un surplus di 9,2 miliardi di euro nella bilancia commerciale dell’Eurozona, superiore rispetto ai 7,3 miliardi dello stesso mese nel 2013. Il dato non può considerarsi positivo in quanto dall’analisi emerge che le esportazioni hanno accusato una flessione dello 0,9% e l’allargamento del surplus è quindi legato ad una riduzione del 3,1% nelle importazioni.
Sul mercato obbligazionario il differenziale tra Btp e Bund ha aperto la seduta odierna a quota 167 punti base, in linea con la chiusura di ieri e con il titolo decennale italiano che offriva un rendimento del 2,44%. In mattinata la pressione sui titoli di Stato periferici ha spinto al rialzo lo spread italiano oltre quota 200 punti per poi convergere leggermente al ribasso a quota 185 punti. In forte rialzo anche i rendimenti dei decennali ellenici e spagnoli, al momento rispettivamente all’8,86% ed al 2,30%. (riproduzione riservata)