Pochi movimenti sul mercato obbligazionario. Seduta particolarmente calma per i bond europei che non hanno seguito alcuna direzione precisa. Il parlamento greco ha approvato la seconda tranche di riforme e già venerdì alcuni funzionari della Bce, Fmi e fondo salva-stati Esm saranno ad Atene per verificare la reale attuazione delle riforme. Il Fmi continua a chiedere alle autorità europee un alleggerimento del debito greco ma al momento non sta ricevendo risposte. I bond core dell’eurozona hanno chiuso sulla parità con il rendimento del Bund decennale tedesco allo 0,743%. Qualche acquisto più convinto sui titoli governativi periferici con il tasso quinquennale italiano che si è attestato allo 0,871%, decennale all’1,9% e trentennale al 2,99%. In calo di qualche pb i differenziali con il Btp/Bund a 120pbe Bonos/Bund a 125pb. Fuori dai confini europei, la banca centrale neozelandese ha tagliato ulteriormente i tassi di riferimento di 25pb portandoli al 3% in linea con le attese: il rendimento sui titoli decennali neozelandesi è al 3,44%. Brusco apprezzamento per il dollaro Nzd con il cambio Usd/Nzd a 1,505 ma l’allentamento monetario, che secondo molti analisti porterà i tassi fino al 2,5% entro l’anno, tenderà a indebolire la moneta neozelandese. Il Paese del Pacifico cresce ad un tasso annua del 2,5% ma l’inflazione è inferiore al target della Rbnz. La scorsa settimana le richieste di sussidi di disoccupazione Usa sono scese di 26.000 a 255.000 unità, ai minimi dal 1973. Il dato americano ha fermato sul nascere il leggero apprezzamento dell’euro partito alle prime ore di contrattazione con il cambio Eur/Usd che ha chiuso a 1,0979. (riproduzione riservata)