Mercato molto confuso. La giornata era iniziata con forti vendite sui bond periferici e i differenziali in forte allargamento. Colpiti in modo particolare i Bonos spagnoli sui quali il rischio contagio è più forte a causa delle incertezza politiche all’interno della penisola iberica. Prima di metà seduta brusco rovesciamento con l’obbligazionario dell’eurozona che ha ripreso ossigeno: secondo molti operatori tale cambio di direzione sarebbe imputabile agli acquisti della Bce in virtù del QE. Il mercato attende l’Eurogruppo con caute speranze e Varoufakis ha dichiarato che non intende presentare nuove proposte sul tavolo di giovedì. La curva dei tassi greca è sempre più invertita con il rendimento biennale ellenico che è avanzato di 420pb in soli due giorni e si è attestato oggi al 30%. Il tasso decennale tedesco ha chiuso in ribasso allo 0,8%, portandosi dietro, in attesa del Fomc di domani, il Treasury che viaggia sul 2,33%. La curva italiana ha recuperato il sell-off di inizio seduta e ha chiuso al ribasso: rendimento quinquennale all’1,34%, decennale al 2,30% e trentennale al 3,29%. Vicini ai livelli di ieri la chiusura degli spread con il Btp/Bund a 149pb e Bonos/Bund a 152pb. L’effetto Grecia si è riversato inevitabilmente sul clima di fiducia all’interno dell’eurozona: l’indice Zew tedesco è sceso da 41,9pt a 31,5pt. Dal lato macro, arrivano conferme sulla ripresa dei prezzi: l’inflazione tedesca è cresciuta a maggio dello 0,1% rispetto al mese precedente e dello 0,7% su base annua. Dopo la flessione del mese scorso, è tornato positivo anche l’indice dei prezzi inglese, cresciuto a maggio dello 0,1% su base annua. (riproduzione riservata)