Il mercato obbligazionario europeo ha registrato un pomeriggio di vendite, concentrate soprattutto sui titoli dei Paesi core, confermando la correlazione inversa con l’asset class azionaria. Le Borse europee si sono attestate in deciso rialzo, mentre la seduta sul reddito fisso è stata fortemente volatile, con rendimenti in ascesa sul finale: il costo del finanziamento del Bund decennale è salito allo 0,739%, mentre la curva italiana ha rilevato un incremento più debole con il Btp quinquennale allo 0,82%, il decennale all’1,89% e il trentennale al 3,00%. Il differenziale di rendimento Btp/Bund si è ristretto di conseguenza a 115 pt, mentre il Bonos/Bund ha chiuso a 137 pt, con il tasso del decennale spagnolo che si è attestato al 2,12%. Sul fronte macroeconomico l’indice tedesco Zew è sceso a settembre di 12,9 pt a quota 12,1, al di sotto della media di lungo periodo a 24,9, segno che l’indebolimento dei Paesi dei mercati emergenti sta pesando sull’outlook dell’economia della Germania, orientata alle esportazioni. La bilancia commerciale dell’Eurozona ha invece registrato a luglio un surplus di 31,4 mld di euro, in rialzo rispetto all’avanzo di 21,2 mld riportato un anno fa, e l’occupazione nell’area euro torna a far ben sperare con un aumento dello 0,3% a livello trimestrale e dello 0,8% su base annuale. Dai dati macro americani arriva il calo delle vendite al dettaglio dell’1,2% a livello mensile e la correzione della produzione industriale ad agosto di 0,4%, peggiore delle stime; il Treasury decennale ha visto così il rendimento crescere fino al 2,23% e nella chiusura viaggia sui livelli massimi intraday. Infine il cambio Eur/Usd ha rilevato una netta flessione e tratta ora in calo sull’1,1268.(riproduzione riservata)