I rendimenti del mercato obbligazionario d’Europa si sono attestati moderatamente in calo, nella chiusura settimanale ricca di dati provenienti dall’America. A seguito dell’entusiasmo generato dalle parole del presidente della Bce, Mario Draghi, i tassi hanno proseguito, seppur lievemente, in discesa, sulla scia delle notizie d’Oltreoceano. I nuovi posti di lavoro nei settori non agricoli si sono attestati sotto al consenso a 173.000, mentre la disoccupazione ha segnato una contrazione maggiore di quella prevista (5,3%) a 5,1%, segnando i minimi da aprile 2008. Il costo del finanziamento del Bund decennale ha chiuso così in ribasso allo 0,665, mentre la curva italiana registra oscillazioni inferiori: Btp quinquennale allo 0,83%, decennale all’1,88%, e trentennale al 2,96%. Il differenziale dei rendimenti italiani e tedeschi quindi, si è leggermente allargato a 121 punti base. Il tasso del Treasury americano a 10 anni ha segnato un forte rialzo al 2,16% dopo i payroll al di sotto delle attese, ma viaggia ora in calo al 2,13%. Il focus delle prossime settimane sarà concentrato sulle mosse di politica monetaria della Federal Reserve: gli investitori si attendono un rialzo, come più volte comunicato, dei tassi di interesse entro il prossimo mese, ma la crescente pressione dei Paesi emergenti sta creando timori sull’eccessiva accelerazione nei modi e tempi della prossima stretta monetaria. Sul fronte dei dati macroeconomici europei, gli ordini all’industria in Germania hanno subito a luglio un calo dell’1,4%, rispetto alla crescita dell’1,8% del mese precedente, e il dato è risultato peggiore delle previsioni degli analisti, che si attendevano una flessione contenuta nello 0,6%. (riproduzione riservata)