Il mercato obbligazionario europeo registra rendimenti in salita in una seduta ricca di dati macro, in cui è prevalso il clima di risk-on che ha favorito l’azionario. Le parole di Yellen di giovedì sera sono state interpretate positivamente dal mercato e sul fronte Bce gli esperti ipotizzano un aumento degli acquisti di titoli, dagli attuali 60 mld al mese a 90 mld entro dicembre, che potrebbe innescare pressioni sui tassi dei bond europei. Il rendimento del Bund decennale si è attestato in ascesa allo 0,648%, il Btp a dieci anni è salito all’1,79%, per uno spread invariato a 114 pt, il quinquennale ha chiuso allo 0,78% e il trentennale al 2,90%. Il Bonos rende in chiusura il 2,03% in attesa delle elezioni regionali in Catalogna, dal cui esito potrebbe dipendere la secessione della regione economicamente più ricca della Spagna, per un differenziale Bonos/Bund stabile a 138 pt. Tra i macro dell’Eurozona si evidenzia il rialzo della massa monetaria ad agosto del 4,8% su base annuale e l’incremento dei prestiti alle famiglie e imprese dell’1% mensile, anche se hanno influito i dati incoraggianti statunitensi. Nella lettura definitiva il Pil Usa del 2° trimestre mostra una variazione positiva del 3,9%, contro la prima lettura del +3,7%, mentre la stima dell’indice Pmi servizi si è attestata in calo a 55,6 pt; il tasso del Treasury decennale viaggia così in controtendenza all’azionario al 2,18%. Sul primario, infine, il Tesoro italiano ha collocato 2 miliardi di CTZ a due anni allo 0,116%, 546 milioni di BTPei a 10 anni allo 0,32% e ulteriori 454 milioni di BTPei, sempre a 10 anni, allo 0,84%. In tutti e 3 i casi si è trattato di riaperture d'asta. (riproduzione riservata)