Inizio di settimana positivo per l’obbligazionario europeo, che registra rendimenti dei bond dei Paesi centrali in lieve calo, supportati dalla possibilità d’incremento dello stimolo monetario da parte della Bce. I volumi della giornata sono stati contenuti, data la chiusura della piazza statunitense per festività, e gli investitori attendono i dati significativi che verranno pubblicati questa settimana, tra cui l’inflazione americana ed europea. Per gli esperti le cifre dovrebbero mostrare una dinamica dei prezzi al consumo ancora debole e questo, in vista delle prossime mosse sul fronte Fed e Bce, potrebbe favorire ulteriormente il reddito fisso dell’area euro. Il costo del finanziamento del Bund decennale si è attestato in ribasso allo 0,581% e la curva italiana ha fatto leggermente peggio, con il Btp quinquennale che ha chiuso allo 0,69%, il decennale all’1,68% e il trentennale al 2,76%. I differenziali si sono allargati con il Btp/Bund a 110 pt e il Bonos/Bund a 123 pt, dopo che il rendimento del decennale spagnolo è sceso all’1,81%. L’agenda macro di lunedì è vuota, ma è importante segnalare il taglio delle stime per la produzione di greggio negli Stati Uniti da parte dell’Opec, che per la prima volta da 8 anni ha rivisto al ribasso le previsioni a 280 mila barili al giorno, per un calo di 60 mila barili rispetto il report mensile precedente. In chiusura i prezzi del petrolio trattano in calo: Brent a 52,19 (-1,34%) e il Wti a 48,64 (-1,99%). Sul primario si riporta il buon risultato dell’asta italiana, con il Tesoro che ha collocato 7 mld di euro di Bot annuali, al rendimento dello 0,023% poco mosso rispetto la precedente emissione e con un bid-to-cover a 1,63. (riproduzione riservata)