Il Tesoro di Roma ha riempito il forziere dopo il successo dell’asta odierna, durante la quale ha collocato l’intero ammontare di Bot annuali immessi sul mercato. Nel dettaglio, l’emissione di 8 miliardi di euro di titoli è andata bene sia per i rendimenti che per la copertura: il rendimento ha segnato infatti un nuovo minimo storico dall’introduzione dell’euro, scendendo a quota 0,676% dallo 0,735% della precedente asta, mentre il Bid-to-cover è stato elevato, pari a 1,63 volte l'offerta.
Il buon esito sul primario si è trasmesso ben presto sullo spread Btp-Bund che si era ristretto a 198 basis point, con il tasso retributivo del decennale italiano a nuovi minimi dal 2006, al di sotto del 3,70%. Successivamente la forbice di rendimento tra il Btp benchmark e il Bund tedesco si è allargata nuovamente a 201 centesimi, complici le rinnovate tensioni politiche italiane, legate alle difficoltà del Governo e al possibile avvicendamento tra Enrico Letta e Matteo Renzi a Palazzo Chigi; il Btp prezza un rendimento del 3,73%, mentre il Bono iberico rende il 3,6%, con il differenziale Bonos-Bund che viaggia indisturbato sui 187 punti.
Sul mercato primario, la Germania oggi ha lanciato una nuova serie di Schatz con scadenza a 2 anni, per l’importo complessivo di 5 miliardi di euro; l’agenzia del debito tedesca ha piazzato 4,096 miliardi di titoli, con un Bid to-cover pari a 2,1 e rendimento medio dello 0,11%.
Sul MOT i titoli di Stato a tasso fisso più scambiati sono ancora quelli a lunga scadenza, che però conducono gli scambi in negativo: tra i peggiori, il BTP TF 4,50% MZ24 EUR che cede lo 0,43%, mentre il BTP TF 4,75% ST44 EUR e il BTP-1FB37 4% lasciano sul terreno rispettivamente lo 0,27% e lo 0,22%. Il miglior incasso è invece dell’indicizzato all’inflazione BTPI-15ST19 2,35%, che porta a casa lo 0,12%. Tra i non governativi, MOVIEMAX TF 8% DC19 CALL EUR guadagna il 2,33%, seguito da MEDIOBANCA MB11 INDEX LINKED OC GE18 EUR (+2,28%), mentre cede l’1,67% BERS-24EU SD LIFESTL, seguito dallo zero coupon più scambiato CENTROB-98/18 ZC, che arretra dell’1,32%.
Fra i dati macroeconomici in agenda oggi si segnala la produzione industriale di dicembre per l’area euro: dopo il recupero dei mesi di ottobre e novembre, il dato è diminuito dello 0,7% su base mensile ed è aumentato dello 0,5% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. La frenata della produzione industriale fa pensare ancora di più a un possibile intervento della Bce nel meeting di marzo.
Oggi, intanto, la Bank of England ha annunciato che non intende mettere a rischio la fragile ripresa dell’economia britannica mettendo in atto mosse di politica restrittiva; l’istituto opererà le scelte monetarie guardando non solo al target della disoccupazione, ma a un range ampio di indicatori della situazione economica.